scrivi - qui non scrivono solo i giornalisti - scrive chi vuole raccontare le storie di Roma e dei romani ... e dintorni - scrivici

 scrivi 

18.09.2008 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                        for de porta

Atina - La mia storia con la piccola, ma bellissima, cittadina ciociara ha un lungo antefatto corredato da tanta acqua. La prima volta che ho provato ad andare a visitare quel posto avevo dovuto rinunciare a causa di un acquazzone ed al fatto che il mio fido Flick, il cagnolino che avevo allora, non stava bene. Aveva pochi giorni prima messo male una zampina posteriore e si era rotto i legamenti del ginocchio; l'operazione conseguente, una volta tornati a Roma, gli sarebbe stata fatale. Ma tutto questo ancora non lo sapevamo e vedendolo camminare a tre zampe e visto il brutto tempo incipiente, avevamo deciso di rinunciare alla visita del paese, per quanto ci paresse bello ed interessante. Era l'estate del 2005.
L'amaro in bocca per la visita mancata e la tristezza per il ricordo del povero cagnolino scomparso ci hanno tenuto lontani da Atina per ben tre anni, ma adesso, assieme al nostro nuovo (ormai neanche tanto, dato che sono tre anni, appunto, che ci fa compagnia) amico a quattro zampe, Febo, abbiamo deciso di porre rimedio e, finalmente, dare un'occhiata più approfondita al paese in questione.
La storia di Atina pare affondare le radici nell'antichità più assoluta. La leggenda vuole che sia stata costruita da Saturno in persona durante l'età dell'oro. Gli archeologi, più prosaicamente, parlano di una fondazione della città almeno risalente al VII secolo a.C., di un'origine volsca e di un'alleanza con i Sanniti contro Roma intorno al IV secolo a.C. Poi, ottenuta la cittadinanza nella Roma repubblicana, pare sia divenuto luogo importante e rinomato e “madre di molti uomini illustri, tanto che nessuna città d'Italia può dirsi più ricca”, come ebbe a scrivere Cicerone (ma, si sa, il più famoso avvocato dell'antichità, come certi esponenti anche attuali, scriveva spesso “pro domo sua”, come ammise egli stesso, per cui non sempre si può definire come fonte altamente affidabile... come gli avvocati di oggi, appunto...).
Anche quest'anno, tuttavia, Atina ha cercato di respingerci: una prima volta, deciso che il pomeriggio vi ci saremmo recati, un vero e proprio nubifragio ci ha riportato a più miti consigli; qualche giorno dopo, tuttavia, ci abbiamo riprovato. Il fatto è che anche questa volta, lungo tutta la strada per raggiungerla abbiamo incontrato pioggia a tratti che avrebbero fatto desistere il più incallito dei viaggiatori. Ma, si sa, se IO decido una cosa... Ed, infatti, una volta parcheggiato ai limiti del centro storico, di acqua non ne abbiamo presa (anche se la paura era tanta e gli ombrelli sempre pronti); ammetto che la minaccia della doccia imprevista ci ha fatto accelerare le operazioni visita, ma, se non altro, siamo riusciti a raggiungere l'obiettivo, in qualche modo. Ci ha accolto un posto bellissimo, pieno di pace e tranquillità, con dei bellissimi palazzi (Palazzo Cantelmo, oggi municipio, su tutti), una cattedrale che non abbiamo potuto visitare all'interno perché vi si stava svolgendo un funerale (e non è mai il caso di violare il dolore dei presenti, anche se spesso i turisti queste cose non le capiscono), ma che ci ha appagato con il suo esterno, tratti delle antiche mura che cingevano la città, alcuni edifici antichi tenuti magnificamente con tanto di percorso guidato alle bellezze del borgo e spiegazioni esaustive accanto ai luoghi di interesse. Abbiamo scoperto, per esempio, che viene ancora ricordato il maestro Samuele Pagano, ivi nato e morto, la cui casa è considerata attrazione turistica. Per il golosi posso aggiungere che nel centro storico, accanto al municipio, fa bella mostra di sé un'ottima pasticceria che consiglio a coloro che passeranno dalla città. Altro elemento curioso: Atina è luogo di gatti: ne abbiamo trovati tantissimi, tutti apparentemente in ottima salute, mentre Febo sembrava essere l'unico cane del paese. Si è sentito un po' disorientato in mezzo a tutti quei felini ma, da bravo animale quale è, si è rapidamente adeguato e non ha avuto niente a che ridire con alcuno dei quadrupedi presenti.
In sintesi, Atina è un piccolo paese di grande bellezza, grande pace e grande interesse. L'unico consiglio che posso dare a chi volesse recarvisi... portate un ombrello: non si sa mai...

Flavio
 


accade a Roma


soggettive

la città futura

c'era una volta

città del cinema

for de porta

antichi sapori

roma sparita  

parole di sindaco


Comune di Roma

Atac Roma

Auditorium

Casa del Cinema

Casa del jazz

Casa dei Teatri

Casa Letterature

Casa Architettura

MACRO

TorBellaMonaca

Teatro di Roma

Teatro dell'Opera


LaScatolaChiara

Charta Roma

Zètema

Upter

Città del Gusto

Trenitalia

Aeroporti di Roma

Cinecittà

Battelli di Roma

La Sapienza

Tor Vergata

Roma3

CameraCommercio


Provincia di Roma

Regione Lazio