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mercoledì 06 marzo 2013

           

                                                                                             la città del cinema

Baciami ancora 

Carlo e gli altri amici dieci anni dopo. Carlo, come era prevedibile, si è separato da Giulia che nel frattempo vive con un attore squattrinato, Sveva, la loro bambina, ha dieci anni e vive, come tutti i figli di separati in due case. Paolo ha una relazione con la moglie di Adriano ce ha cresciuto il figlio da sola. Adriano torna dopo dieci anni di cui due passati in prigione per spaccio di cocaina. Marco vive un matrimonio in crisi perchè i figli non vengono (ed è presumibilmente colpa di lui). Alberto continua a sognare di partire per il sud America.

 

Il narratore è sempre Carlo che in realtà è ancora innamorato della moglie; hanno un momento di passione e lei rimane incinta. Il loro tornare insieme sarà uno degli epiloghi. Epilogo tragico per Paolo che, malato di nervi da sempre, finisce per togliersi la vita dopo l'ultima litigata con la durissima ex moglie di Adriano. Epilogo semitragico per Marco che, si è scoperto, ha lo spermatozoo lento ma che riaccoglie in casa la moglie incinta di un altro. Adriano troverà conforto in una donna con figli, lui che il figlio l'aveva abbandonato, che ha conosciuto per caso. Alberto raggiungerà finalmente le rive di un fiume latino americano popolate di indigeni felici.

 

Muccino Gabriele.... della serie  "a volte ritornano".

In definitiva non è che il film sia proprio irrimediabilmente brutto. E si possono trovare un paio di colte citazioni a ricordarci che Muccino ha frequentato il CSC: la coralità dei personaggi così cara alla commedia all'italiana da Monicelli in poi, il negozio di statue sacre pari pari da I vitelloni di Fellini...

Ma rimane un mistero, sempre quello: perchè Muccino dopo i due film americani bellissimi, profondi, (La ricerca della felicità e Seven Pounds erroneamente tradotto Sette anime) torna in Italia e ci ripropone le vicende borghesi di cinque amici dieci anni dopo?

Mistero.

 

Naturalmente sempre stessa recitazione urlata, tirata, ansiosa... per un film tutto ad alta tensione...

Ma una volta Muccino vorrà considerare che il film necessita d modulazione? Si ricorderà prima o poi della regola dl climax (picchi ogni venti minuti per richiamare l'attenzione) e che in mancanza di questo "movimento", quando il film è tutto "alto" finisce per annoiare esattamente come un film piatto e lento?

Chissà...

 

Divertenti e azzeccate le location romane d questo Baciami ancora: borghesi ma molto cool.

Carlo e Giulia abitano intorno a Piramide, quartiere Ostiense che è diventato caro ai figli della media e ma anche alta borghesia romana. Si riconosce dallo zoom velocissimo da Google Earth, espediente visivo usato due ani prima dai fratelli Coen per Burn after reading

E i sogni si consumano sempre alla cascata dell'EUR, cascata però stavolta significativamente spenta.

 

fiore di cactus :)

 

 

 

L'ultimo bacio

Carlo sta per avere 30 anni, per sposare Giulia e insieme stanno per avere un bambino. 

Gli sembra che stia per attraversare la soglia che dalla giovinezza lo porta ad una età e ad una vita piatta, noiosa, senza più allegria e imprevisti.

Con lui gli amici di sempre, anche loro sulla stessa soglia anche se in modalità diverse.

E' al matrimonio di uno degli amici che incontra una liceale e con lei per un attimo si perde in una avventura che lo riporta alla giovinezza o almeno così crede per un attimo. Perchè quando viene scoperto e Giulia lo lascia, si accorge di quanto lei sia importante.

Nel frattempo anche gli altri amici non sono indenni da riflessioni sulla giovinezza che se ne va e l'urgenza di fare qualcosa. A parte Marco che si è appena sposato e non da segni di particolari insofferenze, gli altri tre comprano un camper e decidono di partire, compreso Adriano nonostante significhi lasciare un figlio che non ha ancora compiuto un anno.

 

E non è indenne da questa smania di giovinezza nemmeno la madre di Giulia che da sempre vuole lasciare il marito e per rendere coraggio, cerca di riallacciare una vecchia relazione per scoprire che nel frattempo lui ha una donna più giovane con cui ha fatto un figlio.

 

Sconcertante quadro per questo film che ha portato Gabriela Muccino alla gloria dopo il felice esordio di Come te nessuno mai scritto dal fratello Silvio allora sedicenne.

Sconcertante la recitazione: ansiosa, urlata, tirata... ha cercato di pompare l'ansia perfino nella morbidissima Stefania Sandrelli. Il risultato è un film tutto su toni alti che, per carità, hanno un senso, ma forse non consentono una modulazione.

Sconcertante per la scelta di fascia sociale: tutti ricchi, come se il paese e Roma fossero tutti così. Ma questa è una considerazione "a posteriori" fatta perchè Muccino Gabriele anche negli altri film che seguiranno non sarà capace di raccontare di altre persone, che so? di laureati nei call center... Forse parla di se stesso e ci dice fin da subito che "anche i ricchi piangono". A me è sembrato subito che piangessero per questioni post-edonismo reganiano: il film si apre con le paure di Giulia perchè in gravidanza ingrasserà e con quelle della madre che diventa nonna e quindi vecchia.

 

Curiose, particolari e inusuali location. (vedere per credere)

Il brindisi di addio al celibato lo fanno al Parco delle cascate all'Eur,  il ristorante dove la madre di Giulia incontra l'amica è Gusto a Largo Augusto Imperatore, la scuola dove insegna il suo ex-amante è l'ingresso del Museo in Trastevere a piazza S. Egidio, il salto con l'elastico è al viadotto dell'Arrone in provincia di Terni, la scuola della liceale è l'Accademia Nazionale di danza all'Aventino, l'ufficio di Carlo è di fronte, la casa della ragazza è  ai Parioli, il matrimonio di Marco è alla Villa di Livia sull'Appia Antica, la villa dei genitori si Anna è ovviamente all'Olgiata e l'ultima scena, dove Giulia corre occhieggiando un baldo giovanotto, è girata ai giardini del laghetto dell'EUR attualmente in ristrutturazione.

Tutti posti, per così dire, "adeguati" ai personaggi.

 

Valanga di premi e la soddisfazione per l rinascita, all'epoca, del cinema italiano.

 

fiore di cactus :)

 


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