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martedì 20 settembre 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Benur senza "acca"

La biga con le ruote di automobile, sul set del film "Benur", diretto da Massimo Andrei e ispirato all'omonima commedia teatrale.

Le riprese si sono svolte nei giorni scorsi fra il Colosseo e l'Arco di Costantino e poi al Circo Massimo.

I protagonisti sono gli stessi dello spettacolo teatrale: Paolo Triestino, Nicola Pistoia, Elisabetta De Vito.

"Benur" racconta la storia dell'immigrato clandestino Milan, che guadagna da vivere facendo il centurione ai Fori

 

Tornano le bighe al Colosseo che diventa set per Benur, il film tratto dal fortunato spettacolo teatrale le cui riprese sono iniziate in questi giorni a Roma. Dagli anni 50 gli archi dell'anfiteatro Flavio hanno fatto da sfondo a celebri sequenze di passeggiate a piedi, in macchina o in vespa, ma per decenni lo storico monumento è stato vietato a luci e macchine da presa. Qualcosa è cambiato e di recente sono sempre di più le occasioni favorevoli per i registi che vogliono ambientare sequenze nel luogo simbolo della Capitale. Ultimo della lista è stato Woody Allen che quest'estate ha portato il cast internazionale di Bop Decameron in diverse zone del centro e non solo, concludendo le riprese del suo film romano proprio all'ombra del Colosseo.
Anche se il titolo evoca kolossal storici, spettacolari corse con le bighe e combattimenti di gladiatori, Benur è una commedia ambientata ai giorni nostri e racconta, in chiave ironica, una amara storia di immigrazione clandestina, razzismo e miseria quotidiana dove degli antichi fasti del Colosseo rimane solo il costume di centurione indossato dal protagonista, Sergio, ex stuntman rimasto ferito mentre lavorava in un film di Spielberg, costretto a sbarcare il lunario mettendosi in posa per i turisti. Protagonisti, in scena e nel film, Nicola Pistoia (anche regista dello spettacolo) che è Sergio, Elisabetta De Vito e Paolo Triestino, rispettivamente la sorella Maria, che lavora per una hotline erotica, e l'immigrato clandestino bielorusso Milan che trova ospitalità in casa dei due fratelli romani.

Dal teatro al cinema la vicenda esce dalla stanza in cui è ambientato gran parte dello spettacolo e si immerge tra le strade della Capitale. Colosseo compreso, dove si girano le sequenze di un inseguimento di una biga da parte della polizia. A creare il guazzabuglio con gli agenti e con gli altri centurioni è Milan, "sostituto" di Sergio davanti al monumento, che per sbaragliare la concorrenza, avendo un passato da ingegnere, costruisce una vera e propria biga.

Autore della pièce è il prolifico Gianni Clementi, esponente di spicco del "neorealismo teatrale italiano", che ha firmato la sceneggiatura del film che, nel passaggio, ha perso un'acca. "Lo spettacolo si chiama Ben-Hur ma è cambiato perché la pronuncia è identica a Roma ed è come lo scriverebbe oggi uno dei centurioni davanti al Colosseo" spiega Clementi. "La struttura è rimasta identica salvo il fatto che quello che a teatro si racconta al cinema si vede. Tutto ruota intorno ai tre protagonisti e mi sono battutto perché rimanessero anche gli stessi interpreti, perché solo loro che hanno fatto il successo dello spettacolo, lo hanno meritato sul campo". E dopo il set cinematografico, il trio sarà impegnato nuovamente in una lunga tournée teatrale che porterà Ben-Hur in giro per l'Italia.

La regia è affidata a Massimo Andrei (Mater Natura), che sin dall'inizio annuncia di voler rispettare il testo di Clementi. "La miseria non fa ridere quasi mai - dichiara il regista - ma il mio intento è raccontarla mantenendo il tono esilarante ereditato dalla commedia teatrale e continuando in quella tradizione che tanto mi appartiene che è il Totò di Miseria e nobiltà". Le musiche sono di Nicola Piovani, la fotografia di Vittorio Omodei Zorini, le scene di Massimiliano Nocente, i costumi di Isabella Rizza. A produrlo Flavia Parnasi per la Combo Produzioni e Laura Noia per la Viva cinematografica in collaborazione con RaiCinema e con il patrocinio della Roma&Lazio Film Commission.

Rita Celi
 



 


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