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Bibliomediateca... odore di nuovo al Santa Cecilia

Oggi Santa Cecilia, patrona dei musicisti, oggi aperta la biblioteca dell'Accademia, anche se non tutti i libri sono al loro posto, anche se la consultazione online sarā possibile solo fra un paio di giorni.

Per quanto interessata alle perle di storia e cronaca che elargivano il sindaco Veltroni, il presidente della provincia Gasbarra (a proposito: la provincia da oggi č partner dell'Accademia con un contributo di 500mila euro l'anno), l'assessore alla cultura della Regione Lazio Rodano, presidente Accademia Santa Cecilia Bruno Cagli, non vedevo l'ora di vedere questa nuova biblioteca all'Auditorim.

"Biblioteca" evoca scaffali scuri, sale in palazzi storici, atmosfere quasi intimidatorie, luce rarefatta, odore di antico dai libri, dai mobili, dalle mura. E qui non puō essere cosė: siamo all'Auditorium di Renzo Piano, si parla di "bibliomediateca", di digitalizzazione del patrimonio. Me la immagino come una ludoteca per adulti. E infatti...

E' un luogo pieno di luce, il legno degli scaffali ha un colore rasserenante, non ci sono scaffali che guardano dall'alto le nostre piccole esistenze davanti al peso della cultura e della storia.

Storia sterminata: la bibliomediateca dell'Accademia di Santa Cecilia contiene 120 mila volumi, 12 mila ore di ascolto audio, 20 mila fotografie.

Vediamola questa storia - Nell'anno del signore 1585, papa Sisto V (un altro che ne faceva tante tra cui il piano sistino, via sistina, ponte Sisto...) istituisce l'ordine dei musici e lo mette sotto la protezione di Santa Cecilia.

I musici si sistemano al Pantheon ma ben presto comincia una deambulazione senza fine: vanno a San Paolino alla Colonna (chissā dov'era? che ne dicono i nostri esperti di Roma sparita?), poi a Santa Cecilia in Trastevere, poi alla Maddalena... Poi nel 1685 i musici si fermano a San Carlo ai Catinari fino all'unitā d'Italia, quando la congregazione dei Musici prende il nome di Regia Accademia di Santa Cecilia; vanno prima al Ferro di Cavallo a via Ripetta, poi all'ex Convento delle Orsoline a via Vittoria, poi all'augusteo fino al 1936, poi al teatro Adriano. E infine l'Accademia sarā ospite dell'auditorio Pio mentre cresce la necessitā non solo di una sede adeguata per l'accademia ma di un auditorium per Roma.

Passeranno circa 50 anni e alla fine sarā l'Auditorium Parco della Musica che in pochi anni č diventata una vera cittā della musica.

Non solo storia ma anche cronaca: si potranno ascoltare le registrazioni dei concerti che Santa Cecilia fa al ritmo di 1/2 a settimana.

Tutto in un ambiete di 700mq, con 650 metri lineari di scaffali aperti, 80 postazioni di lettura di cui 27 multimediali. In allestimento una sezione riservata ai bambini.

Per la cronaca racconta il Maestro Cagli, che ricorda ancora quella mattina che insieme all'assessore Borgna piantarono un alberello nell'area deserta che sarebbe diventata l'Auditorium e i maestri d'orchestra intonarono una fanfara.

Fra pochi giorni tutto online su www.santacecilia.it

J

 

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