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martedì 15 settembre 2009

           

 

                                                                                                         for de porta

Boville Ernica

 

Posta sui colli tra i monti Ernici ed i monti Lepini, nel cuore più profondo della Ciociaria, ad un passo da Frosinone, Sora e la mia amata Veroli, Boville Ernica è un meraviglioso esempio di paese in cui antico e moderno si integrano con estrema armonia.
Novemila abitanti che vivono in un paese che sembra, in alcuni angoli, rimasto al Rinascimento, mentre in altre aree più moderno ed attuale, ma tutto racchiuso dalle mura medievali con le sue torri ed i suoi contrafforti. Ed entrare da una delle tre porte passando attraverso le spesse mura, il selciato rifatto secondo il modello antico, con accanto le case in pietra magnificamente mantenute e con i terrazzi (dalle forme fantasiose ed originali), e persino gli anfratti pieni di vasi di fiori, sembra provocare un salto nel tempo e nello spazio, verso un periodo di pace, tranquillità e serenità. I bovillesi sono gente aperta e simpatica, forse nemmeno troppo consci della bellezza e magnetismo dl loro territorio.
Il paese si dipana dalla magnifica chiesa di S.Pietro Ispano, dove è conservato l'unico mosaico conosciuto di Giotto, l'Angelo, assieme a preziose tele di Sansovino e Bregno, purtroppo oggi in fase di restauro (e quando sono arrivato io c'era pure in svolgimento una messa, per cui non ho potuto osservare la chiesa con la dovuta perizia), di fronte al Castello Filonardi, fino alla casa dell'astronomo Armellini, dall'altra parte del paese, sulla quale una targa ricorda come lo studioso avesse scelto quel luogo per ritemprarsi. In mezzo si trovano palazzi di pregevole fattura, alcuni antichi, altri più moderni, ma sempre in preziosa armonia, la piazza principale col suo mercatino domenicale, la splendida cattedrale, il monumento ai caduti che sembra a sua volta una chiesa, i palazzi con le finestre a bifore che la rendono davvero particolare, nonché le altre splendide chiesette (come quella di S.Stefano, poco più di una cappella ma ricca di bellezze, tra cui il sarcofago del cardinale Filonardi, scolpito da Benvenuto Cellini, o quella di S.Maria, con accanto un palazzo con una splendida torre circolare), i vicoli stretti e suggestivi, magari presidiati e dominati da un gatto pronto a sfidare il povero Febo per difendere il territorio dai forestieri, le sue porte d'accesso, magari con una porta con terrazzino circolare incastonata sopra. Boville sembra un luogo magico, nato per far rinfrancare lo spirito con la sua tranquillità e bellezza, un posto in cui non si sa bene in quale epoca si stia camminando ma si è certi che, qualunque sia il periodo temporale, si stia vivendo nel meglio che quell'età poteva offrire.
Non potete mancare di visitare Boville: perdereste un piccolo angolo di Paradiso

Flavio

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