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                                                                                                     c'era una volta

La boxe a Roma

Per un tozzo di pane con qualcosa dentro e sogni di gloria.

Prendendo spunto dall'incontro di Enzo Cantatore sulla boxe romana, mi ritorna in mente un amico del mio palazzo.
Lui e' Alberto, un omaccione tanto grosso quanto buono e altruista, tirō di box qualche anno fa' insieme ai tanti mestieri che si improvvisavano per le mille lirette da spendere qua e lā tra osterie e biliardi. Incontrandolo gli ho chiesto di raccontarmi qualcosa in riferimento alla vecchia usanza di entrare nelle palestre e imparare ad improvvisarsi pugili sognando campionati del mondo che non arriveranno mai.
E lui č stato un fiume in piena, lo vedo con gli occhi lucidi e le mani tremanti figurare posizioni e tiri di pugni al vento come se il tempo per lui si era fermato agli anni 50, e io facendo finta di aver paura gli chiedevo chi erano i suoi amici di palestra e chi organizzava gli incontri visti da poche centinaia di amici amanti dello sport detta "la noble art".


C'era un certo Claudio Buniva - continuava lui a raccontare- faceva "er macellaro" a Piazza Vittorio beccava n'sacco de botte ma...non cascava mai ar tappeto, mo' e' pensionato e nun se' ricorda nemmanco comme se chiama.


Ottavio Pannunzi annava alla palestra "Audace" de via Frangipane , un matto che se credeva de diventa' chissa' chi', puro lui era scaricatore
ai mercati generali e se n'collava mezza vacca sulle spalle e poi faceva finta de mena' a tutti cazzotti finti sulle spalle fino a che je dicevano
de falla finita che aveva rotto le "balle a tutti".
Alle prime ciavattate prese sul ring se' ritirato, poi era stato assunto come macellaro "ar policlinico " adesso e' pensionato all'osteria.


Nando Proietti er pesciarolo,abitava a via Donna Olimpia arrivo' quasi a combatte pe' er titolo dei pesi massimi a roma contro De Piccoli ( quello delle olimpiadi degli anni 60) ma pure lui co' tutte que' botte che pjava non riconosceva piu' er merluzzo dalle cozze, e cosi' pare che fu' ammazzato sul ponte marconi- dice Alberto-dalla banda della magliana pe' non so' quale impiccio che aveva combinato.

Alla palestra "Indomita" de via Merulana c'erano de tutti i tipi e improvvisati manager illudevano ste' mezze figure a diventa' campioni del nulla
e vicino a sto' sacco mezzo rattoppato davano un sacco de cazzotti immaginando un avversario che non c'e' mai stato e mai ce sara':

Me diceva di un certo Roberto Proietti de' testaccio che arrivo' fino al campionato d'europa, e me pare che ce divento' almeno per poco,
poi e' sparito insieme agli altri nel sottobosco di questo sport cosi' amato a Roma, da riempire il palazzetto e occasionali palestre allestite
nelle varie piazze e giardini all'aperto.

Tutti questi personaggi anonimi e altri hanno combattuto per il campionato italiano, e come dice qualcuno solo uno su mille ce la fa.
I vari Benvenuti ..Mazzinghi ...De piccoli ... il grande Duilio Loi .. Tiberio Mitri l'angelo biondo che provo' con il famoso Jack La motta per i titolo mondiale ma ne prese talmente tante che lasciarono un segno indelebile sul suo corpo, fino alla sua fine tragica sotto un treno nel 2001 dissero che non senti il fischio della locomotiva mentre camminava sui binari... forse era sordo.
I ragazzi di oggi non si sognerebbero mai di fare la box, preferiscono vederla o credere che tutto questo sia frutto di fantasia come quella vista
nei film di "Rocky Balboa" dove il pugile pestato si prende una rivincita sulla sua misera vita di anonimo.

Ubaldo detto Duccio
 

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