scrivi - qui non scrivono solo i giornalisti - scrive chi vuole raccontare le storie di Roma e dei romani ... e dintorni - scrivici

 scrivi 

18.05.2009 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                   antichi sapori

Le brioches col tuppo

A vederle seni dal capezzolo turgido. E il capezzolo, infatti, č quello che si mangia per primo. Ma immagino che la pudica cultura cattolica abbia preferito pensare alla crocchia di capelli che le donne (mamme adulte e nonne) siciliane,portavano sopra la nuca, il "tuppo", antenato del pił sofisticato e nordico "chignon".

In Sicilia e sullo Stretto, almeno fin quando ci sono stata, erano semplicemente "le brioches" ed era "granita di caffč con panna e brioche" la mattina, anche per colazione, "brioche con gelato" al pomeriggio.

 

C'era un forno vicino scuola alle medie, vicino alla Villa Comunale, quell'unico anno che potei frequentare la mattina, dove andavamo a comprarle per fare la merenda di mezza mattina e le mangiavamo senza nulla, calde e profumate.

 

Mai avrei pensato di poterle fare a casa ma poi mi sono detta "perchč no?". Naturalmente le ricette trovate non andavano bene, le brioches venivano dure. Non so perchč che pubblica le ricette provi un gusto sadico a depistare i volenterosi cuochi. di fatto, anche questa volta, ho dovuto fidarmi dell'esperienza su altri lieviti ed eccola, infine, la mia ricetta per le brioches col tuppo.

 

6 cucchiai pieni di farina

2 cucchiai rasi di zucchero

1 uovo

1 cubetto di lievito di birra

6 cucchiai di latte

1 centimetro di burro (da panetto 125 g)

1 scorza di limone o di arancia grattugiata

 

- sciogliere il lievito nel latte appena appena tiepido

- impastare tutto insieme

- praticare un taglio a croce sull'impasto (prenderą pił aria e lieviterą meglio, č la stessa cosa che si fa col pane e con la pizza)

- coprire con un panno pesante (una tovaglia ripiegata)

- lasciar lievitare in forno appena appena tiepido (25°) per due ore

- fare delle pallette di pasta di circa 10 cm di diametro (con questo quantitativo di pasta dovrebbero venirne 6/7

- schiacciarle un po' e al centro poggiare una pallina pił piccola

- lasciar lievitare un'altra ora in modo che crescano

- cuocere in forno a 150° per 20 minuti; come al solito, il momento giusto č quando la superficie sarą appena dorata e lo stuzzicadenti verrą via asciutto

 

Personalmente suggerisco il gelato al cioccolato: si apre la brioche a metą senza separare le due parti, si spalma una buona dose di gelato e ... felicitą.

 

angelina dello stretto


 J

 


accade a Roma


soggettive

la cittą futura

c'era una volta

cittą del cinema

for de porta

antichi sapori

roma sparita  

parole di sindaco


Comune di Roma

Atac Roma

Auditorium

Casa del Cinema

Casa del jazz

Casa dei Teatri

Casa Letterature

Casa Architettura

MACRO

TorBellaMonaca

Teatro di Roma

Teatro dell'Opera


LaScatolaChiara

Charta Roma

Zčtema

Upter

Cittą del Gusto

Trenitalia

Aeroporti di Roma

Cinecittą

Battelli di Roma

La Sapienza

Tor Vergata

Roma3

CameraCommercio


Provincia di Roma

Regione Lazio