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giovedė 27 giugno 2013

           

                                                                                             la cittā del cinema

Buongiorno papā

 

Andrea č un quarantenne che non ha mai smesso di avere vent'anni. Lo aiuta il fisico (č bellissimo, il lavoro (fa il produttore di inserti pubblicitari nei film), i denaro 8guadagna molto). E' pieno di donne, vive con l'amico di sempre che č tutto il contrario di lui, insomma l'amico "scemo".

In questa vita patinata e scanzonata arriva come una bomba una ragazzina di diciassette anni: č la figlia che lui non ha mai saputo di avere, che ha perso la madre e che si presenta a casa sua col nonno, capellone musicista ella terza etā, giā famoso coi "I giaguari".

 

Il film ha una apertura geniale: tutti i titoli di testa sino cartelloni pubblicitari davanti a cui passa in macchina Andrea per andare al lavoro, attraversando quella parte di Roma intorno a lungotevere dalle parti del Flaminio (si vede il ponte su cui passa la Metro A).

E procede in freschezza nelle giornate di Andrea che si trova costretto non solo a occuparsi della figlia ma anche a fare i conti con la sua saggezza a fronte del sua allegra irresponsabilitā. Fino alla prevedibile ma gradevole evoluzione del personaggio quando la figlia si impegna nello sport (location tutte allo stadio Flaminio) e lui si innamora finalmente della prof di ginnastica.

 

Sorprendente Raoul Bova che finalmente puō dimostrare un ventaglio di capacitā di attore: č comico, autoironico, sentimentale, paraculo... Veramente inaspettato (e bravo) dato che lo abbiamo sempre visto nella parte di poliziotto o di innamorato pressoché muto ne La finestra di fronte

Bravissima "spalla" Edoardo Leo alla sua seconda regia, sempre bravo Mattia Sbragia.

 

Il  film č anche una piccola divertente antologia di citazioni; c'č il musicista che si butta sul pubblico e quello di scansa (Non pensarci), lo straordinario quarantenne di Nanni Moretti e la ragazzina arriva come Papere (Verso sera). il finale come Ufficiale gentiluomo... E se non fosse stato prodotto nello stesso anno, la questione dello sport farebbe pensare a

100 metri dal paradiso.

 

fiore di cactus :)

 


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