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24.01.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                      roma città del cinema

Butta la luna: un futuro possibile o un altro flop televisivo?

Ho cercato di guardare diligentemente la serie "Butta la luna" ma dopo un po', per un qualche misterioso motivo non ce l'ho fatta più.

E dire che la sigla mi era piaciuta tanto. Bellissima e nuova la grafica "aperta" con scorci di Roma che sembrano guardati da grandi, grandissime piazze... Come sospesa, Roma, su un mare. Come se fosse affacciata ad un immaginato bacino di San Marco. Bella la colonna sonora, con questa fisarmonica che forse romana non è ma di sicuro è popolare e struggente, come nelle balere della Romagna...

Ma non lo avrà fatto uno del Delta del Po'? Certo mi viene il sospetto, ma, tanto...eh eh... Roma caput Mundi.

E poi, bella all'inizio la storia della signora nera e della sua bianca bambina e della scalata alla integrazione.

Ma poi Roma mi è sembrata ripetitiva, ossessivamente ripetuta ha cominciato ad essere la colonna sonora; e la storia della signora diventata ricca mi è sembrata improbabile.

Ma è proprio qui, in questa mia incredulità e in questa mia profonda noia che è scattata la riflessione sui contenuti "cinematografici".

Ragioniamo: l'autore o gli autori avrebbero potuto fotografare la realtà dei nuovi cittadini romani, come sa fare tanto bene Ferzen Ozpetec (che personalmente considero uno dei migliori registi italiani - infatti è turco) e sarebbe stato neo-neo realismo con tutti gli appunti del caso.

Oppure l'autore poteva fare un salto di fantasia e guardare a quello che potrebbe essere un normale futuro: una Roma davero multietica dove chiunque può fare carriera e fortuna con la forza delle idee e del lavoro.

Me lo auguro per l'autore e ancora di più per i nostri concittadini africani e asiatici e americani e arabi e balcanici eccetera.

Certo, come concetto è un po' americano e non mi sembra del tutto dimostrabile l'equazione america-europei = italia-africani.

Ma volendo proprio spezzare una lancia per queste otto (OTTO!!!) puntate, diciamo che la Roma di "butta la luna", per quanto adesso improbabile, sia un atto di speranza nell'unico futuro decente.

augh.

 

fiore di cactus :)

 

ps - ahhhh, ecco perchè!

Maria Venturi (67 anni nel 2002 - autrice del libro da cui è tratto lo sceneggiato)
Nasce a Firenze (quando non si può sapere...) e vive i primi anni della sua vita a Brescia, dove inizia a scrivere. A diciassette anni vince il suo primo premio letterario con delle poesie, a venticinque spedisce un breve romanzo a Einaudi. Le risponderà Calvino, incoraggiandola a continuare.
E' laureata in lettere antiche, vive a Brescia, ama definirsi 'scrittrice a luci rosa', ed alterna la carriera di autrice di bestseller a quella di giornalista, opinionista, critica televisiva.
Ha diretto 'Novella 2000', 'Anna', collabora con 'Oggi', 'Bella', 'Il Messaggero'. I suoi romanzi, quasi tutti editi da Rizzoli, entrano sempre nelle classifiche dei bestseller e spesso diventano sceneggiati televisivi di grandissimo successo. Tra questi ricordiamo 'Incantesimo', in onda si RaiUno. (è da sempre la sceneggiatrice)
Alberto Bevilacqua la ha simpaticamente soprannominata 'Sandokan dell'amore'.

 

e non resisto a riportare questo commento anonimo dal web

Butta la luna , con Fiona May come protagonista, è stata pubblicizzata come la prima fiction rai ad avere "immigrati" (sic) come protagonisti.
Al riguardo avevo forti riserve:
- che avessero preso , per rappresentare questo tema, un libro scritto da Maria Venturi ossia una scrittrice italiana, bianca, e non migrante
mentre ci sono dei libri bellissimi scritti da scrittrici AFRO-ITALIANE tipo Igiaba Scego, che forse , giusto forse, conoscono la realtà della persona migrante dal di dentro, e forse, giusto forse, la avrebbero rappresentata senza eccessivo buonismo e in maniera sicuramente non stereotipata....
- che avessero scelto Fiona May per quanto attraente, in gamba e famosa , ma che non è un'attrice, per fare il ruolo di una nigeriana....lei anglo-giamaicana... come per dire vabbè tanto una nera vale l'altra... ci sono sicuramente attrici professioniste di origine nigeriana anche in italia.
Scegliere Fiona, una sportiva, come se fosse l'unica possibile rappresentante della comunità nera è un po' come dire che solo nello sport ci sono personalità nere degne di nota, e questa perplessità mi era venuta anche a proposito del libro di Valeri, per quanto interessante, dal titolo BLACK ITALIANS ( atleti neri in maglia azzurra) pur sempre tra i black italians, vengono scelti gli atleti come degni di nota....non gli scrittori o i medici o i politici afroitaliani, eppur ce ne sono.....
Mi rendeva perplessa prima della messa in onda anche la scelta della bimba che fa la parte della figlia mista di Fiona, vabbè che nel libro dovrebbe essere chiara per una mista, ma questa a me sembrava , dalle immagini diffuse in anteprima PROPRIO una bimba bianca.
Ora, ieri sera , ho forzato me stessa a guardare il programma....e veramente alle perplessità si è aggiunta la delusione e la rabbia.
Ma VI RENDETE CONTO? non è che la figlia fosse una mista di carnagione chiara , come ce ne sono, tipo mia figlia, che di carnagione , poveretta, è più chiara di mia madre.....
NO, HANNO PRESO UNA BIANCA , senza neanche un carattere somatico afro!!!!
io lo trovo RIDICOLO, PARADOSSALE, PATETICO! e mi chiedo il perchè di questa scelta: forse che far vedere la figlia mista , un'afroitaliana, una volta adulta, intrattenere una storia d'amore con un coetaneo bianco avrebbe infastidito i "benpensanti"....o forse che mostrare questa giovane afroitaliana divenuta studentessa universitaria , forte, orgogliosa , fiera, avrebbe offeso l'immaginario collettivo che vuole il nero umile, remissivo, bisognoso di aiuto....e allora si è trovato l'escamotage di SBIANCARLA?
Portando alle sue estreme conseguenze il processo di assimilazione che si impone in Italia ai nostri figli afroitaliani a scuola? Disegnati bianca perchè i tuoi compagni lo sono ,venne fatto capire a mia figlia all'asilo, oppure il nero è un colore brutto, cancella tutto!!!! Questo è il messaggio che il nostro sistema passa ai non bianchi! Essere nero , in Italia , vuol dire non essere degno di essere rappresentato!
Assimilati o vieni escluso!
Tralasciamo poi le inaccuratezze, intollerabili pure in una fiction per esempio che la protagonista sia scappata dalla Nigeria per far frequentare una buona scuola a sua figlia o per farla vaccinare...ma va là che la Nigeria degli anni '80 non era certo in ginocchio per abietta povertà e quando mai si "scappa " da un paese per tali motivi, per non parlare dei vestiti che porta Fiona , che a me ricordano più la rappresentazione stereotipata che sia del Rom che un vestito tradizionale nigeriano... il buonismo stereotipato di tutti a partire dal maresciallo , dall'avvocato che la aiuta gratis, del portiere che, bontà sua, le "accetta" (ma da quando in qua deve chiedere il beneplacito al portiere, chi paga l'affitto di un appartamento) ...  e la cattiveria crudele dei servizi che porterebbero via una figlia a una madre, pure dopo averne dimostrato la maternità, perchè povera e che vive in un alloggio modesto (e manco tanto) .....ma quando mai?
E poi le nere che puliscono le scale e sono bravissime a farlo, lì stanno e lì devono restare. Non solo ma devono profondersi in ringraziamenti quando un'anima pia offre loro questa chance e nessuna traccia di diritti, da nessuna parte...
Ho sofferto guardando la banalità di qualcosa che si vorrebbe far passare come una "rivoluzione"....(il fatto che ci sia una nigeriana, interpretata da una giamaicana, che neanche prova a parlare con accento anglo-nigeriano....ma questo è una quisquilia) come protagonista ma soprattutto a vedere la scelta della BIANCA come sua figlia.
Vi rendete conto che la mentalità colonialista, che porta i più a commentare sull'aspetto delle mie figlie : " che fortuna che ti sono venute abbastanza chiare" ,adesso ha un'altra arma dalle sue...."peccato che le tue figlie NON siano chiare come quella di Fiona in Butta La luna!"
Per propinare tutto ciò ci vuole davvero faccia tosta, anzi ci vuole la Rai
 

ps ps - Saccà, presidente della Rai ha esultato per lo share ma a distanza di due settimane "Butta la luna" non se lo ricordo più nessuno. Goda chi ha intascato i soldi


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