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venerdì 08 aprile 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il caffelatte

Ad un certo punto ho deciso che non avrei più mangiato, fatto, letto, visto, bevuto più nulla che non dia veramente piacere ed è stato così che è scomparso il caffè nero dalla mia vita ed è tornato il caffelatte.

Sì, perchè mi sono accorta che da decenni bevevo caffè lungo, macchiato, americano, freddo, in forma di granita con panna.... ma il classico, normalissimo caffè, ristretto, nella sua tazzina fumante no. Perchè, incredibile a dirisi da parte di una italiana, a me il caffè non piace.

Ma mescolato in giuste proporzioni al latte.... ah, meraviglia!

Il caffelatte, attenzione, non il cappuccino.

quale è la differenza? Praticamente nessuna tranne che nella preparazione: per il cappuccino ci vuole il beccuccio che col getto di vapore crea la schiuma del latte e a casa non si può fare a meno di non avere quelle sofisticate (e ingombranti) macchinette da caffè che io non possiedo e che nemmeno saprei dove mettere visto che la mia cucina.... ehmmmm... è piuttosto piccola.

Per fare il caffelatte invece basta versare il caffè appena uscito dalla macchinetta e aggiungere il latte e lo zucchero 8io ci metto il miele.

E col caffelatte la giornata comincia bene perchè quel sapore è una coccola. Credo sia l'unico motivo per cui i bambini e i ragazzi riescano a non precipitare nella più nera disperazione all'idea di uscire di casa tanto presto per andare a scuola.

se penso a tutto il piacere di cui mi sono privata in tutti gli anni di caffè nero... vero è che il lavoro che faccio mi è sempre piaciuto moltissimo, ma ci sono stati anche momenti in cui ho fatto cose meno esaltanti. E giornate in cui mi sono alzata per fare cose decisamente sgradevoli.Ecco, se avessi bevuto un caffelatte....

Poi "bevuto"... il caffelatte non è solo una bevanda. I vati delle diete sostengono (e hanno ragione) che il latte è da considerarsi alimento a tutti gli effetti per via delle proteine e dei grassi, che il caffelatte è quindi un pasto vero. E lo sanno bene i bambini piccoli che "mangiano" in latte della mamma.

Ma questa è la scienza. A me la pancia e il cuore mi dicono che il caffelatte non lo sto bevendo, ma che lo sto mangiando voracemente. e che dopo, infatti, come dopo una spaghettata o dopo la pizza, mi sento felice.

Che bello che è la mattina!

 

angela :)


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