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                                                                                                        la città futura

Campus universitari

Lo ha detto il sindaco (uffa, ci precede sempre quest'uomo!) "campus" non è una parola americana che sta ad indicare i luoghi felici della permanenza nelle università. "Campus è una parola che viene da casa nostra".

...casa nostra... Roma e la lingua latina.

E adesso a Roma, in questa "renaissance veltroniana" c'è l'INAIL che ha accettato di edificare tre campus universitari, per i tre Atenei romani.

La portata di questo evento è piuttosto interessante e in certo senso "rivoluzionaria", come tutti i "rinascimenti".

Vediamola, questa cosa, per quanto è possibile, da tutti i punti di vista.

 

1) Roma vanta una università antica quanto altre, La Sapienza. E segnaliamo ai distratti che "quel" S. Ivo alla Sapienza, capolavoro, manifesto, del barocco di Francesco Borromini, altro non è che la cappella della Università Romana che nella prima metà del 600 era la scuola di teologia, in pratica l'università del Vaticano.

2) Roma ha tre Università e una popolazione studentesca che si confonderà anche nella "tentacolare metropoli" ma è grande come una media città europea.

3) sul prestigio delle università romane, sui suoi laboratori di ricerca, rimandiamo a una sola cosa per tute: la facoltà di Fisica che ha dato al mondo persone come Enrico Fermi e i "ragazzi di via Panisperna" (non si offendano tutti gli altri ma chi scrive ha una formazione scientifica)

Ciò nonostante Roma, a differenza di altre città, non è pensata come "città universitaria"; e intanto i ragazzi vengono a Roma per studiare, ci vengono anche da tutto il mondo (pensiamo a chi si occupa di storia dell'arte, di archeologia..) e pagano cifre scandalose per vivere in condizioni altrettanto scandalose.

D'altra parte non si tratta più, nel terzo millennio, di costruire una "casa dello studente" ma di pensare al "campus": un luogo dove risiedere, dove avere biblioteche e centri commerciali e servizi, dove "vivere".

Diciamola semplicemente: il Comune ha garantito a chi investe sarà riconosciuto il ritorno attraverso l'affitto di residenze e servizi, l'INAIL ha accettato ed ecco l'impegno per i tre campus: a Pietralata per La Sapienza, ad Acilia per Roma 3, a Tor Vergata per Tor Vergata.

Tor Vergata, in un certo senso è la prima delle università a dare il senso della vocazione territoriale: a Tor Vergata, inteso come territorio, nascerà il nuovo polo dello sport, a Tor Vergata è nato un teatro cittadino, quello di Tor Bella Monaca, che ospita i laboratori del DAMS ma che è diventato in pochi mesi punto di riferimento culturale per il territorio romano e dei comuni limitrofi.

Non si stanca dirlo e di farlo, il sindaco: questa è un'idea di città. Non più una città che guarda al centro storico ma una città che ha tanti centri e tanti cuori, dove chi vive nelle periferie possa sentire che la vita ha una qualità anche grazie ad una vita universitaria e quindi culturale, di prim'ordine, come è giusto che sia a Roma.

Evviva!

 

oh, per la cronaca...

appena l'INAIL ha aderito al progetto dei campus, si sono fatte avanti altre aziende che, grazie al piano finanziario, si offrono di realizzare altre residenze. L'INAIL garantisce 6000 posti; il sindaco pensa si possa arrivare a 20.000.

 

J

 

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