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24.04.2009 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                     la città futura

Colosseo, una cancellata intorno alla Storia

È già pronta la cancellata del futuro che proteggerà il Colosseo dalle intrusioni indesiderate. E che permetterà di togliere la brutta palizzata in tubi Innocenti che da vent'anni deturpa i fornici del piano terra. Ma anche di tenere lontano dal monumento più visitato d'Italia (6 milioni di ingressi l'anno, al prezzo di 12 euro a biglietto, compreso il tour tra Foro romano e Palatino) le decine di baracchini di souvenir e guide illegali e centurioni-spenna-turisti.

Se il piano di rilancio dell'interno del monumento è iniziato da un mese con la mostra sui Flavi che ha portato a una sezione definitiva di reperti in mostra (dalle ossa delle belve ritrovate nella cloaca, alle sculture superstiti, ai resti dei picnic consumati dai romani sulle gradinate) e a 35 pannelli didattici distribuiti in più punti dell'emiciclo, si pensa da tempo al rilancio dell'esterno. E dopo che, per il Natale di Roma dell'altro ieri, il sindaco Alemanno ha bollato il Colosseo come «impresentabile».

Della cancellata di "domani" c'è pronto il prototipo in ferro realizzato ad arte da maestri fonditori ispirandosi alle lance dei legionari e piazzato - su progetto dell'architetto Meogrossi - a protezione dell´ingresso verso il Celio. Ci sono anche i soldi, promessi da Roma metropolitane.

E c'è, pronto da tempo, il progetto della Soprintendenza speciale di Roma per spostare il confine dell'area archeologica centrale fino al limite della zona pedonale: attraverso un'unica cancellata che vada dall'Arco di Costantino (liberato così dall'attuale recinzione che allontana i visitatori dal capolavoro), passando per la salita del Celio e scendendo giù fino alla fermata della metropolitana "Colosseo", per collegarsi al tempio di Venere e Roma.

Una recinzione che prevede due accessi carrabili e altri solo pedonali. Includendo insomma nel recinto dell'anfiteatro Flavio, di proprietà statale, anche la piazza circostante che invece - come i Fori imperiali, per lo più chiusi al pubblico - è di competenza comunale.

Il "progetto cancellata" contempla anche un piano B. Prevede che per ogni arcata, in tutto 80 quelle interessate (per un costo complessivo di 5 milioni di euro, compresa la messa in opera), venga realizzato un cancello ad hoc: una chiusura "in stile" al posto della palizzata industriale in acciaio, e reti da polli retrostanti, issata negli anni Ottanta come elemento reversibile (il progetto definitivo della Soprintendenza fu bocciato dal ministero) e invece ora bruttissima carta di presentazione per chi viene dalla città ed entra in quello che il codice dei Beni culturali definisce e tutela come "complesso monumentale".

Ma qual è il vantaggio della cancellata continua al posto degli 80 cancelli? «Il progetto - spiega l'archeologa della Soprintendenza Rossella Rea, direttore del Colosseo - comprende la recinzione, l'illuminazione e il sistema di allarme. Il costo complessivo è di 10 milioni di euro e i benefici in termini di sicurezza sono enormi. In caso di pericolo, infatti, si potrà uscire immediatamente dal Colosseo da tutti i fornici» e non solo da tre come succede attualmente.

Quando tra 5-6 anni sarà pronta la nuova fermata metro Colosseo, i servizi igienici che si trovano nel monumento, ma anche la biglietteria e le due librerie, saranno ospitate nella stazione archeologica. E intanto? «Con la concessionaria Electa e con Resca (consigliere del ministro Bondi, ndr) abbiamo convenuto - aggiunge la Rea - che i servizi andranno spostati all'esterno, lungo la nuova cancellata, e ospitati in strutture temporanee».


Carlo Alberto Bucci per Repubblica 23 aprile 2009

 


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