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giovedì 23 giugno 2011

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                       la città futura

Ecco la Nuova Stazione Tiburtina:

un drago per 300 mila passeggeri
di PAOLO BOCCACCI


Il lungo drago di vetro, acciaio e cemento si è steso sui binari come un ponte, con la sua pelle di specchi e di cotto, con la sua bocca larga fatta di finestre grandi che inquadrano il cielo. Sarà lei a mangiare quel serpente di ferro della tangenziale, che verrà abbattuto da ponte Tiburtino a ponte

Lanciani, e con la sua pancia immensa che si allunga dalla Tiburtina a Pietralata, quando aprirà le sue fauci, a ottobre, inghiottirà 300 mila passeggeri al giorno.

Qui, dalla piazza bianca della fermata del metrò, guardata da sotto, la Nuova Stazione Tiburtina sembra un gigante. "Vedete quei vetri?" spiega Paolo Desideri, l'architetto, il "professore", arrivato con una giacca bianca e una cravatta arancione, indicando il corpo massiccio del "drago" rivestito di luce "Vedete, lì è stata davvero difficile. Tutti hanno serigrafie e colorature diverse. E sapete perché? Perché ogni tessera deve filtrare il sole in modo particolare, deve garantire un livello di protezione, non creare un effetto a specchio. È il frutto dello studio dinamico delle ombre. Dopo le misurazioni ci siamo accorti che le facciate della stazione davano non a sud e a nord, ma a sud est e a nord ovest per la precisione. Ci aveva ingannato la bussola magnetica fatta impazzire dal ferro dei binari di sotto. E così se non graduavamo la luce dentro la piastra che attraversa i binari, la grande piazza, si sarebbero raggiunti i 42 gradi. E addio funzionamento bioclimatico".
Sì, già si vede questa nuova stazione, con le sue pelli diverse. "Qui c'è la vecchia centrale dei servizi, che sarà abbattuta e trasferita dalla parte opposta" dice Desideri, che ha lavorato in team nello studio ABDR con Maria Laura Arlotti, Michele Beccu e Filippo Raimondo "Intanto l'abbiamo rivestita con semplici predelle dei tubi innocenti, quelle che si mettono come camminatoi sulle impalcature. Dopo ci verrà un palazzo di uffici. E invece guardate a fianco la struttura dell'apparato di controllo elettrico: l'ho ricoperta di elementi in cotto. mentre quel verde del palazzo dei negozi è una lamiera microforata di rame".

Rame, cotto, vetri. Ecco la pelle del gigante, che si colorerà di marrone, di verde e della luce dei cristalli.
Siamo arrivati sul fianco del drago. Sotto c'è la prima piazza. "Sarà aperta, ribassata, comprenderà anche quella provvisoria che c'è adesso" spiega Desideri "Tra la stazione e l'atrio, 50 metri per 80, con i negozi lungo i bordi, la parte commerciale, la grande libreria, e tanti bagni, che nelle stazioni non sono solo una necessità, ma anche un business. E davanti alla facciata alta 22 metri, al posto della sopraelevata che cadrà, un bel boulevard pieno di alberi".

La stazione cambierà la faccia di questo pezzo di Roma nato male, tormentato dal serpente di macchine della tangenziale, che invece ora passa sotto terra, dall'altra parte dei binari.

Entriamo nella pancia. C'è la "piastra", con le sue "bolle" strutture sospese per i servizi, che "nuotano" appese alla volta. "le abbiamo disegnate così" dice il professore "per evitare vibrazioni sulla struttura". È immensa questa piazza da cui si scenderà ai binari. "Guardate i vetri ai fianchi, sono setti alti dodici metri ma senza traverse: sono retti da una sorta di ragnatela di acciaio, e taglieranno le "bolle". E sotto, protette da questi tetti, ci verranno le sale d'attesa".

Desideri, il Davide che ha domato il drago della Nuova Stazione Tiburtina, eredità delle giunte Rutelli e Veltroni, fa uno slalom tra le macchine del cantiere gestito da Italferr, la società del gruppo Ferrovie che dirige i lavori. Ci affacciamo di lato, sul fascio dei binari dell'alta velocità che corrono sotto. È già pronta la strada che sale su dalla nuova tangenziale per scaricare taxi e bus, che poi si attesteranno nella piazza dalla parte opposta, quella di Pietralata, dello Sdo che verrà. "Lì, tra la stazione e lo Sdo, ci sarà una passerella pedonale, che sta progettando Enzo Siviero".

Il drago ha superato i binari, siamo dalla parte opposta di questa Nuova Stazione dalle due bocche. Sotto si vede la piazza. Ci sono anche una sala per le conferenze e perfino un piccolo anfiteatro a gradoni per fare spettacoli.

L'architetto indica, oltre la vecchia stazione che è stata abbattuta, la lunga piastra che finisce con un'enorme ingresso dove trionfano vetri e cielo inquadrati da sottili strutture d'acciaio. "Qui ogni giorno entreranno e usciranno 300 mila persone, una città come Perugia. Nemmeno piazza San Pietro vede ogni giorno tanta gente. Sarà una piazza per la città, per i due quartieri di Tiburtino e Pietralata, e anche un gigantesco shopping center".

Sotto già funziona la stazione, con il lungo tunnel sotterraneo che l'attraversa e porta ai binari. È pronto anche il parcheggio su due piani per 430 macchine. E un altro aprirà appena fuori. C'è la piazzetta per il kiss & ride, in fondo le belle pareti di ardesia e marmo. Benvenuto a Roma diavolo di un drago.



 


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