14.08.2007
antichi sapori
Caponata
Avete presente "Il padrino"? In una delle prime scene c'č la mamma che frigge peperoni. Ecco, il profumo dei Padrino č quello della caponata e quelli che hanno problemi coi fritti ... bhe o si sacrificano o trovano una scusa elegante per non accettare il vostro invito a pranzo o a cena.
E voi che vi accingete a questa odorosa magia, provvedete di chiudere dietro di voi la porta della cucina e di aprirne le fineste.
E mano alle padelle, evviva.
Intanto diciamo subito che per la caponata (ma anche per gli altri fritti) occorre dimenticarsi dell'esistenza dell'olio di semi. Si frigge in olio d'oliva, sarą un po' dispendioso ma credetemi, non č la stessa cosa, neanche dal punto di vista chimico della leggerezza perchč l'olio d'oliva ha un "punto del fumo" pił alto, fuma a temperatura pił alta e quindi frigge molto meglio.
Magari provvedete di usare un semplice olio d'oliva (non extravergine) che risulterą meno odoroso.
La caponata si compone di 3 ingredienti: patate, peperoni e melanzane.
Tutti tagliati a bastoncino (come per le patatine fritte) e conditi con salsa di pomodoro.
Per due persone: una melanzana grossa, un peperone giallo, due patate.
Friggete per prime le patate, poi il peperone e per ultime le melanzane: tendono a trattenere un po' d'olio e quindi friggendole per ultime non sottrarrete olio alla vostra padella (o pentolo alto come una piccola friggitrice).
Una volta fritte, tutte le verdure andranno a scolare sulla carta.
Intanto prepareremo una salsa di pomodoro fresco con quattro pomodori tondi (oppure sei San Marzano), bella ristretta e senza bucce: passate il pomodoro appena sbollentato e poi lasciate la passata a stringersi con un filo (ma un filino) di olio.
Una volta ristretta (deve essere ai imiti di attaccarsi al fondo del tegame, unitela alle verdure, mettere tutto sul fuoco molto basso e mescolare con delicatezza finchč tutto di sarą amalgamato.
Di cuore, buon appetito.