10.06.2008
for de porta
Palazzo
Farnese... a Caprarola
L'ho scoperto un po' per caso ed ho faticato molto meno del previsto a
convincere la mia solita amica a visitarlo; alla fine della giornata devo
dire che sono rimasto incredibilmente colpito da ciò che avevo osservato.
Sto parlando di Palazzo Farnese. Mi si dirà: vabbè, ma che c'è di strano?
Palazzo Farnese, dietro Campo de' Fiori, è l'ambasciata di Francia dai tempi
pontifici etc. etc...
Già, ma io non parlo di “quel” Palazzo Farnese, ma di un altro, quello di
Caprarola. Paesino non lontano da Viterbo ed affacciato sul lago di Vico (di
cui condivide il territorio con Ronciglione), il Palazzo è una delle tante
meraviglie d'Italia tenute ben nascoste da chi dovrebbe divulgare la cultura
e le bellezze di questo Paese. Nato come fortezza della potente famiglia
viterbese, durante i lavori di costruzione, alla fine del '500, venne
modificato in residenza di rappresentanza. La scelta del luogo non era
casuale: Caprarola era un posto non lontano da Viterbo, città di nascita
della famiglia, e da Roma, centro del potere dell'epoca; in più era posta su
una rocca che dominava tutta l'area circostante.
La forma pentagonale dell'edificio, in realtà, rispecchia il progetto
militare iniziale, ma i giardini che lo ingentiliscono e le modifiche
architettoniche effettuate dal Vignola lo hanno reso un luogo davvero
affascinante e da non perdere.
Ma veniamo alla nostra visita: per quanto Caprarola non sia particolarmente
lontana da Roma (circa una settantina di km), raggiungerla è stata alquanto
problematica, a causa di un traffico tutt'altro che scarso (forse anche
perché, di solito, l'orario di partenza delle mie gite è molto più
antelucano ma, quando si ha un'accompagnatrice dormigliona....) e di un
appuntamento per pranzo con amici in un luogo non proprio facile da trovare.
Così, alla fine, è saltato il programmato (da me) giro in paese ed al lago e
ci siamo concentrati in un'inaspettata fiera locale (niente di speciale, ma
che sembrava attrarre parecchi espositori locali e non) e sul Palazzo.
Grande scalone ed area d'ingresso, splendida entrata con la biglietteria
posta su un lato e... prima grande sorpresa: il prezzo del biglietto.
Abituati ai costi della cultura romana, sentir dire che l'ingresso costa 2
euro e si può restare nel piano nobile (l'unico aperto al pubblico) per
tutto il tempo che si vuole (ci sono anche numerose sedie per permettere a
chi sia stanco di riposarsi ammirando i preziosi affreschi); in caso, esiste
un servizio di guida (circa un'ora per visitare tutto il palazzo)
all'incredibile costo aggiuntivo di 2,50 euro. Nemmeno la metà, in totale,
di una qualsiasi mostra del Vittoriano!!!
Una volta entrati ed accompagnati dalla guida, ci si pone di fronte una
magnifica scala elicoidale finemente affrescata. La parte più interessante è
la spiegazione della guida: la presentazione di una famiglia importante del
Rinascimento che, tramite l'arte e le raffigurazioni classiche, mostra tutta
la sua potenza e la sua, lasciatemi passare il termine, arroganza. “Siamo
come gli Argonauti, abbiamo affrontato tanti problemi, ma li abbiamo
superati. Andiamo dritti al bersaglio. Guai ai nostri nemici”, come
presentazione non c'è male. O no? Ed il giglio, simbolo di famiglia,
ripetuta un po' dappertutto, tanto per non far dimenticare agli ospiti in
casa di chi si trovassero. Non credo, sinceramente, che all'epoca sarei
stato un estimatore della famiglia che ha dato i natali a papa Paolo III
(Alessandro Farnese) o al famoso Cardinal Alessando Farnese (nipote del
primo), diplomatico di caratura europea alla fine del XVI secolo.
Le sale del piano nobile, sia quelle di rappresentanza, sia quelle degli
appartamenti privati (estivo ed invernale) sono tutte magnificamente
affrescate. Mirabili la sala di Ercole, con la fontana interna che rievoca
il fiume che una volta scorreva per Caprarola, le vedute dei possedimenti di
famiglia, sia in zona, sia le amate Parma e Piacenza, la storia mitologica
della nascita del lago di Vico (creato secondo la loro leggenda, da un
Ercole-Alessandro Farnese che piantando la clava nel terreno per mostrare la
sua forza ai pastori ed estraendola dal terreno, era andato talmente in
profondità da far uscire l'acqua che avrebbe formato il lago), la sala degli
Angeli, con i suoi giochi di eco e la sala delle Carte Geografiche,
realizzata dagli stessi artisti e cartografi che hanno dipinto l'analoga
sala dei Musei Vaticani. I giardini, poi, sono meravigliosi: purtroppo la
domenica quelli superiori, sicuramente più ricchi e curati, sono chiusi, ma
già quelli inferiori, con la splendida fonte in fondo al viale, danno l'idea
della bellezza e dell'eleganza del luogo (altro che quelli di Palazzo
Barberini, ma questo è un altro discorso...). In sintesi, Palazzo Farnese è
uno splendido gioiello nascosto nella campagna viterbese che ancora pochi
conoscono ed ancor meno divulgano e rendono noto. Un luogo che io consiglio
vivamente.
Flavio