accade a Roma

L'opera alle Terme di Caracalla
Veltroni esordisce raccontando che ricorda di quel giorno che telefonò ad Adriano La Regina, allora Sovrintendente ai Beni archeologici, famoso per essere stato il "signor no" a proposito dei permessi di fare eventi nelle aree monumentali, e ottenne che l'opera tornasse alle Terme di Caracalla. Da allora, negli ultimi anni, è stato sempre un successo crescente.
E l'opera torna anche quest'anno con quattro produzioni, di cui due del tutto nuove: la Vestale (gran ballo drammatico con Carla Fracci nella parte della Gran Vestale) e tre classici fra i classici, tanto famosi da essere "popolari" in molti sensi: Madama Butterfly, Aida e Turandot.
Per questa stagione ci sono novità: 170 posti in più e quindi sono adesso 2770, allargate tutte le aree servizi sia per il pubblico che per gli artisti; e poi c'è da segnalare il contributi dell'ATAC che potenzierà 4 corse in coincidenza con l'entrata e con l'uscita dagli spettacoli.
Sarà una bella edizione e pare che le prenotazioni siano già moltissime soprattutto dall'estero. roma continua ad avere il turismo in ascesa, come ci tiene a sottolineare il sindaco, grazie all'offerta che ha saputo mettere in campo. "Si dimostra un circolo virtuoso dove la qualità della vita di una città diventa la sua ricchezza", dice Veltroni, considerando che le iniziative di quella cultura che "qualcuno ritiene inutile" è ricchezza per tanti altri settori dell'economia della città: gli alberghi, i ristoranti, i taxi, anche l'ATAC.
E a chi si è chiesto se mai sarà possibile tornare ai tempi in cui lo spettacolo si svolgeva tra le torri e il pubblico era ospitato nel Calidarium, rispondono sia il sovrintendente Ernani che l'Assessore Borgna: non è pensabile, per la cura del monumento, arrivare a Caracalla, come nel 1937, con gli elefanti nel caso dell'Aida; senza contare che a fronte del permesso di tornare a Caracalla con la stagione estiva, il Comune ha sostenuto un restauro costoso, delicato e molto complesso.
E d'altra parte il magnifico scenario c'è tutto, questa volta, con il gran ballo della Vestale, particolarmente giusto. Per il resto allestimenti, come l'anno scorso, che si avvalgono di video installazioni sofisticate e che certo non si possono considerare "proiezioni". E, per finire, una Turando del tutto particolare, che comincia con una festa paesana per trasformarsi in una "cineseria" e per uscire dalla favola esattamente dove Puccini aveva interrotto la scrittura della sua opera, con la morte di Liù "cosa mi succede?" e la giovane cinese torna ad essere la ragazza che danzava nella piazza del paese.
Fotogallery: 01 - 02 - 03 - 04 - 05 - 06 - 07 - 08 - 09
Le linee ATAC potenziate:
160, 628, 671, 714 nella fascia oraria 19,30 - 21 frequenza ogni 15 minuti
Alla fine degli spettacoli la linea 714 fino all'una per "La Vestale" e per "Madama Butterfly" e fino all'1,30 per "Aida" e "Turandot"