01.03.2008
soggettive
Carla
Camp a Palazzo Falconieri
Una mostra in un unica serata per questa artista che compone collages e che la principessa Claudia Ruffo di Calabria ha voluto ospitare.
Sģ, "compone", perchč nel caso dei collages credo sia pił corretto usare questo specifico verbo, comporre. comporre nel senso di mettere insieme.
e infatti il collage altro non č che la costruzione di una immagine attraverso altre "cose".
e volendo guardare ancora meglio, il collage ha qualcosa di particolare: č la composizione di una immagine attraverso altre immagini che comunque avevano una loro autonomia e che vengono piegate ad una nuova formalizzazione.
n questo senso il collage ha qualcosa di alchemico, forse perfino di doloroso.
Sicuramente "intrigante" nel senso, dicevo a qualcuno stasera, del lasciarsi andare all'intrigo della sensazione suscitata dalle opere.
I collages, secondo me, hanno sempre qualcosa di cupo e misterioso, come se le immagini piegate ad una immagine nuova, portassero con se quello che erano e parlassero una lingua reale e fantasmatica al tempo stesso.
Dei collages di Carla Camp due mi hanno incantata: il campanaro e l'anfiteatro.
il campanaro per la terribile solitaria stanchezza dell'uomo rannicchiato davanti ad una grande bottiglia e sotto un gigantesco orologio monco; l'anfiteatro per l'affacciarsi di personaggi dalle arcate prima vuote.
Belli, da portarseli via di soppiatto, soprattutto il campanaro
Per chi volesse saperne di pił, poichč era una serata unica, ecco come rintracciare l'artista:
Carla Camp - via Consalvi, 7 - 00052 Cerveteri - 338.6621047