domenica 14 febbraio 2010
soggettive
Carnevale Io ti amo
Carnevale, festa mobile dalla difficile individuazione. Ma per quanto misteriosa, c'è una regola. Bisogna andare a vedere quando capita la prima luna piene dopo il solstizio di primavera, cioè dopo il 21 aprile: la prima domenica dopo la prima luna piena di primavera è Pasqua. Da Pasqua si va indietro di 40 giorni (la quaresima) e quello è il carnevale.
Quell'anno, era il 1999, ancora regalavo calendari personalizzati che disegnavo personalmente; e disegnando i pallini delle feste e dei pieni di luna, mi accorsi che carnevale capitava, come quest'anno, il 14 febbraio, il giorno di San Valentino.
Fu come una fulminazione: tirai giù l'elenco degli innamorati celebri da Giulietta e Romeo a Ulisse e Penelope, passando da Arlecchino e colombina, da Bonnie e Clyde e, visto che in quel periodo frequentavo amici gay, anche Verlaine e Rimbaud.
Erano in tutto 25 coppie, compresa quella del direttore di scena e del suo aiutante (io). Scrissi 25 canovacci, misi in allerta 49 artisti che venivano da due compagnie teatrali: una era il Gruppo Teatro Essere di Tonino tosto, l'altra era formata da ragazzi provenienti da varie scuole di teatro. Presentai un progetto al Comune di Roma. All'ufficio per le attività culturali qualcuno si innamorò dell'idea anche perchè nessuno si era accorto della coincidenza, mi finanziarono per dieci milioni (di lire) e a quel punto gli artisti cominciarono a lavorare di improvvisazione sui canovacci. Io seguivo le prove e intanto cucivo i costumi mancanti.
E il 14 febbraio, alle 10 del mattino nella piazza di Testaccio ci fu il mio "Carnevale io ti amo"
Il momento più buffo fu quando il capo dei vigili venne al centro anziani di Testaccio che ci aveva ospitato per la vestizione e il trucco e cercò il presidente dell'Associazione che organizzava: io ero truccata da bambina e avevo una parrucca di fili di lana colorati.
E questo è lo spettacolo di quella mattina.