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La casa della memoria

Un'altra casa a Roma, questa dedicata alla memoria e inaugurata non a caso nel giorno dell'anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.

336 persone trucidate per rappresaglia, un italiano per ogni tedesco ucciso nell'attentato di via Rasella, come aveva ordinato Hitler da Berlino. A via Rasella erano morti 33 soldati tedeschi. Anche a voler fare cinicamente il conto, ce ne sono stati 6 in pių. I 336 erano politici, civili, ebrei.

Le Fosse Ardeatine il 23 marzo del 1944, come il rastrellamento del Ghetto il 16 ottobre del 1943, sono ferite ancora aperte nella memoria della nostra cittā. E la memoria non deve essere momento per rinnovare semplicemente e forse in maniera alla lunga sterile il dolore; la memoria č perchč non debba succedere mai pių nulla del genere.

Questa casa della Memoria deve essere il luogo dove la memoria di quello che č accaduto e che č stato l fondamento della nostra Repubblica rimanga viva.

Avrei voluto riportare il racconto, forte, tanto forte, del viaggio che Maria Laura Filanti, una ragazza di una scuola romana ha riportato dal suo viaggio ad Auschwitz. Ma questo č giā su qualche libro. Invece trovo importante rendere testimonianza di una cosa che ho visto accadere stamattina.

Il colonnello Cadorna, figlio del generale Cadorna, ha donato alla Casa della Memoria, la sua sciabola; č la stessa con cui lui ha giurato, era stata di suo padre. La sua famiglia da cinque generazioni č stata di  militari. Adesso che non c'č nessuno dei suoi figli che ha continuato questa scelta, ha trovato giusto che la sciabola dei Cadorna fosse custodita alla Casa della Memoria, per ricordare che l'esercito ha fatto anche scelte di libertā.

E consegnandola gli sono scese due lacrime dagli occhi. Lui adesso č in pensione e studia pianoforte. La guerra č lontana. La guerra č una cosa a cui l'Italia, anche per dettato costituzionale dice "No", come ricorda con passione il presidente Oscar Luigi Scalfaro.

E mi sono accorta che questo č il luogo dove devono stare certi nastri, certi materiali... Nel 1995, insieme all'Associazione di Villa Gordiani, con Luciano Chiolli, abbiamo girato un film: le vicende dell'VIII zona (Centocelle Tor Pignattara) durante la lotta di liberazione a Roma, quando comandante era Sasā Bentivegna. Abbiamo ricostruito le vicende attraverso le testimonianze degli ex partigiani, siamo andati sui luoghi della loro storia, fino all'epilogo di Monte Tancia; e con noi ci sono sempre stati i ragazzi del quartiere.

Questa casa a via San Francesco di Sales, alla Lungara, č il luogo giusto dove lasciare non solo il film ma soprattutto tutto il girato delle interviste.

 

angela cannizzaro :) 

 

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