10.03.2008
soggettive
Vecchie case nascoste ma non troppo
Mi capita ogni giovedì di andare alla stazione di San Pietro dove prendo il treno per Cerenova (opsss... Marina di Cerveteri)
Da corso Vittorio c'è il comodissimo 64 che porta proprio alla stazione ma si possono prendere anche il 46 e scendere alla seconda fermata dopo il traforo di porta Cavalleggeri. Da lì si attraversa la strada, si passa sotto al veccio viadotto in mattoni dellaFerrovia Vaticana e sotto i piloni della nuova linea, c'è il passaggio verso la stazione con un baretto di cui abbiamo già parlato.
E' un pezzo di città, questo, che intorno al Giubileo ha avuto qualche cambiamento; non fondamentale, diciamo di razionalizzazione e generale miglioramento. I grandi cambiamenti c'erano già stati; come tante altre parti di Roma, anche questa, fino a 150 anni fa era "fuori le mura", periferia insomma.
E infatti, come in altre parti di Roma, anche qui ci sono piccole isole di papalino passato sopravvissute alla furia edificatoria di più recente memoria.
Sono lì, sotto al naso eppure se uno non ci fa caso, non si vedono:
un piccolo gruppo di case da decenni strette fra l'inizio di via Gregorio VII e l'inizio di via Aurelia, un triangolino di casette che ricordano un casale di campagna o una stazione di posta appena fuori porta tanto è vero che c'è una trattoria.
Chi ha voglia di andarsi ad impicciare, chiedere, scoprire...?
Magari si potrebbe andare a pranzo in quella trattoria che sa tanto di frontiera...
Un aiutino (puhazzz... che termine odioso!) per capire meglio di cosa stiamo parlando e dove si trova
