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22.10.2008 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                  c'era una volta

La libreria Rinascita

Tutto pensavo di scrivere tranne questo "c'era una volta": la libreria Rinascita ha chiuso il 12 di ottobre.

Sul sito www.rinascitalibri.it si dice che è per rinnovo locali, ma un amico mi ha confidato che chiude.

Io spero che sia per "ristrutturazione locali" e aspetto.

Nel frattempo ricordo e ragiono e scrivo....

 

Questa chiusura, per quanto annunciata da cose di cui dirò nel solito, immancabile "ps" (come direbbe claudio), è così inaspettata che ho scoperto, come nel caso della pasticceria "Bella Napoli", che non ho mai fatto una foto della libreria. E perchè avrei dovuto? E così ho dovuto cercarla sul sito, nell'archivio fotografico

Rinascita....

Da provinciale terrona, mi ricordo che Rinascita era per noi ragazzi di sinistra, il solo luogo a Roma dove trovare certi libri. Si veniva a Roma e si veniva a Rinascita a comprare certi libri e certi dischi, spesso editi Feltrinelli.

Feltrinelli all'epoca era ancora più a nord, a Bologna, a Milano...

 

Ma Rinascita era di più, era la libreria del Partito, quel partito che ancora pronuncio con la "P" maiuscola, era la libreria dove andavano a comprare i libri Berlinguer, e Veltroni ragazzino e D'Alema ragazzo e Napolitano...

 

Mauro, che a Botteghe Oscure era dirigente, dice giustamente che Rinascita era molto più, ovviamente, di una libreria.

Era un circuito con un progetto di diffusione culturale; e che dati i prezzi, non è che facesse poi una politica culturale molto diversa da altri circuiti come quello di Feltrinelli.

E si chiede, caso mai, perchè abbia resistito tanto in un palazzo la cui dismissione era stato il segno di un cambiamento epocale.

 

Per me Rinascita è stata prima la libreria in cui sono entrata come in un tempio, poi Rinascita è stata Urbano Stride, direttore per 24 anni.. Quell'anno, 1995, Maurizio era responsabile della festa cittadina dell'Unità dove la libreria aveva ovviamente il suo stand. Maurizio mi volle nello staff degli organizzatori e mi mise accanto ad Urbano, fiorentino di nascita e, dal nome, inglese di origine, un personaggio da "camera con vista", gli inglesi innamorati dell'Italia dall'800 in poi, la sindrome di Stendhal...

Urbano è stato per me una persona molto importante in un momento difficile, di quelli che ti danno da lavorare quando ne hai bisogno e si fidano. E dove tu, per riconoscenza e correttezza, ti impegni e alla fine impari perfino cose nuove.

Urbano aveva cominciato ad essere presente con gli stand dei libri un po' in tutte le iniziative dell'Estate Romana e lì ho conosciuto Rosi che è  non solo la mia migliore amica ma anche la socia fondatrice dell'associazione La Scatola Chiara, proprietaria di questa testata on-line.

A Rinascita, diciamocelo, ultimo baluardo di una sinistra storica che fu, nel palazzo che fu "botteghe oscure", l'anno scorso ho avuto il privilegio e l'enorme piacere di presentare un mio film-documento su un progetto di cooperazione internazionale in Iraq.

 

Senza contare che nella vetrine, di recente, avevo trovato i meravigliosi libri inglesi di favole che parlano di conigli e io, si sa, sono perdutamente innamorata del "coniglio", detto così non perchè vigliacco - è uomo di grande determinazione, dai progetti forse anche azzardati -  e nemmeno per le sue performance sessuali ma per la tenerezza infinita e l'infinita simpatia che mi ha suscitato non appena l'ho "visto".

 

Ma la mia è una storia piccola. Chissà quante storie intorno a Rinascita a Botteghe Oscure... Lanciamo un appello per raccontarle. Senza nostalgia. I tempi cambiano ed è normale. Ma la memoria va salvata, curata e anche coccolata.

Invitiamo anche all'invio di foto.

 

J

 

ps - Rinascita chiude naturalmente per effetto della crisi che ci porta a tagliare le spese voluttuari, fra cui quelle per i libri (e mi trema il cuore), ma chiude anche per un fenomeno di mercato che vede e vuole anche la grande distribuzione nella logica delle economie di mercato. E assistiamo al paradosso che Rinascita a Botteghe Oscure chiusa per effetto di Feltrinelli a largo Argentina. Una guerra in casa fra cugini.

Ma un segno dei tempi: che sia destra o che sia sinistra, sembrerebbe che siamo destinati alle grandi catene, indifferentemente di supermercati o di librerie. E la vittoria del merchandising.


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