18.11.2006
for de porta
Ciao, Carlo Bilotti
L'ho visto solo una volta, alla inaugurazione del "suo" Museo all'Arancera a Villa Borghese. Mi aveva incuriosito quell'accento: era quello di un italiano che parla da tanti anni un'altra lingua ma c'era altro, qualcosa che affiorava: era l'accento di un italiano coltissimo che parla americano insieme all'accento di Cosenza.
Colto, ricco, amico di grandi artisti, collezionista, Andy Warhol che fa il ritratto a moglie e figlia...
Tra Carlo Bilotti e noi comuni mortali distanze incolmabili. eppure sapere che è morto stasera nella sua New York mi ha fatto tristezza.
Così ho acceso una candelina per te, Carlo Bilotti. Che ti faccia luce sulla strada che ti porta al tuo paradiso, pieno di opere d'arte che potrai collezionare per l'eternità e per l'eternità donare a chi ne godrà per l'eternità.
Ciao.
Così stasera ha scritto il nostro sindaco Walter Veltroni
"La scomparsa di Carlo Bilotti è un grande dolore personale e una perdita per l’intera città.
Il suo ricordo e il suo nome vivono nel museo, aperto nel maggio scorso e che a lui abbiamo intitolato. La sua donazione di opere d’arte fu infatti l’occasione per trasformare l’edificio dell’Aranciera di Villa Borghese in una sede museale con un restauro e un allestimento all’avanguardia, contribuendo, grazie alla presenza di opere uniche nel loro genere e difficilmente reperibili sul mercato, all’incremento di quel patrimonio artistico che da sempre caratterizza la nostra città. Per tutto ciò che ha fatto per Roma i romani lo ricorderanno con l’affetto che si deve a chi, con passione e generosità, è stato esempio di quello spirito di collaborazione proprio di Roma"
angela cannizzaro