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soggettive

Cicloraduno Auditorium – Galoppatoio
Domenica 14 Maggio si è svolto, a cura di alcune associazioni
cicloamatoriali romane, un raduno con annessa pedalata per inaugurare la
nuova pista ciclabile che dall'ingresso dell'Auditorium porta fino a ponte
Milvio e, quindi, raccordardosi al tratto preesistente, conduce attraverso
Ponte Risorgimento fino a via delle Belle Arti ed al Galoppatoio di Villa
Borghese.
Al Galoppatoio, tra l'altro, siamo stati omaggiati dalla presenza del nostro
Sindaco.
L'iniziativa è nata, oltre che per “impossessarci” di un nuovo tratto di
strada regalato a noi ciclisti dal Comune, anche per proporre al Campidoglio
alcune iniziative atte alla migliore fruizione della città da parte di chi
ha deciso di usare il mezzo a pedali come sistema ecologico di spostamento.
Maggiori piste ciclabili, miglioramento dei servizi di affitto delle bici,
migliore organizzazione logistica sia delle strade sia delle ciclabili, sia
delle infrastrutture (anche da creare ex novo), percorsi turistici specifici
per i visitatori a pedali sono state le principali richieste effettuate. Il
Sindaco ha ascoltato con attenzione le proposte e dichiarato che una buona
percentuale delle stesse potrà essere attuata nel prossimo quadriennio. Nel
frattempo, anche l'assessore all'ambiente, Dario Esposito, che ci aveva
accompagnati nella pedalata, era stato messo al corrente delle proposte.
Ma veniamo alla parte più squisitamente cicloturistica. Assieme alla mia
amica e caporedattrice di questo sito Angela ci siamo recati a questo (che
non era il primo, ma bensì secondo!) raduno con spirito allegro e gioviale
anche se qualche nuvola in cielo sembrava poter rovinare la festa. Invece è
andato tutto a meraviglia. Come al solito, Angela conosceva tutti o quasi ed
io nessuno o quasi, ma i raduni tra i cicloamatori si fanno anche per
incontrare nuove persone, per scambiare due parole con gente che,
probabilmente, non vedrai mai più nella tua vita, il tutto partendo dal
presupposto che tutti abbiamo qualcosa in comune che ci lega: l'amore per
questo mezzo bellissimo quanto faticoso e pericoloso.
Appena arrivati all'Auditorium, dopo aver ricevuto maglietta e cappellino,
ho trovato un simpatico co-pedalatore che mi ha subito spiazzato su un tema
a me molto caro:
“Semmai dovessero rendere il casco obbligatorio per tutti i ciclisti,
smetterei di andare in bicicletta” mi ha confessato. Io, che sono uno
strenuo fautore della lotta per il “casco per tutti”, mi sono ritrovato
spiazzato: meglio un rischio in più per tutti, liberi di non usare la
protezione per la testa, o un ciclista (attivo) in meno? Il dilemma non è,
poi, così semplice da sciogliere...
Tra una meditazione ed un intervento meccanico (io ho dovuto regolare la
chiusura dei pattini posteriori, un signore ha rigonfiato un pneumatico che
si stava afflosciando, un ragazzo ha dovuto effettuare un intervento con le
chiavi a brugola) siamo riusciti ad incamminarci non appena l'assessore si è
palesato tra la cinquantina abbondante di partecipanti.
Il percorso iniziale è bellissimo: si vede che è nuovo e ben curato. Si
passa lungo una porzione dei marciapiedi di Viale Tiziano, costeggiando il
Palazzetto dello Sport ed il Villaggio Olimpico e si raggiunge in men che
non si dica Ponte Milvio. Superato il ponte ci si raccorda alla ciclabile
Settecamini – Castel Giubileo per un certo tratto, ovvero fino a Ponte
Risorgimento. Qualche piccolo problema può nascere a causa delle radici
degli alberi che, col tempo, hanno leggermente disassato il fondo stradale
in alcuni punti, ma nulla di preoccupante.
Arrivati a Ponte Risorgimento (per noi sono state necessarie delle soste
impreviste perché non si trovava più la figlia dell'assessore, prontamente
ritrovata, comunque), si attraversa sul marciapiede (stando attenti a non
distrarsi: un partecipante deve aver osservato più il Tevere della strada ed
è scivolato rischiando di essere investito dalle macchine in transito) e ci
si trova di fronte la “salita” di Viale delle Belle Arti. Qui il percorso è
delineato solo dalla vernice apposta sul marciapiede, ma non ci sono
problemi, se non per qualche sanpietrino galeotto. Superata l'area museale
si entra all'interno di Villa Borghese. Ad accoglierci c'è una salita
decisamente più bella e ripida, nonché il fatto che la strada, finalmente, è
tutta per noi, e non più da condividere con le auto. Magari si incrociano
dei pedalò spregiudicati, come quello che si è ribaltato (senza gravi
conseguenze, per fortuna), mentre passavamo, ma nulla di più.
Da lì, poi, raggiungere il Galoppatoio è un gioco da ragazzi. C'era la festa
per la giornata dello sport e la presenza graditissima del Sindaco che ha
ringraziato tutti i presenti e prospettato nuovi progetti per il futuro di
Roma, in modo da rendere questa città non solo la più bella al mondo (lo è
già, in fondo), ma anche la più piacevole e vivibile possibile.
E tutte queste manifestazioni, tra l'altro, sono parte di questo spirito.
Abbiamo trascorso una mattinata piacevolissima in mezzo a persone che
condividono la stessa passione. Un modo davvero intelligente per fornire un
valore aggiunto di inestimabile valore alla città stessa: il sorriso ed il
benessere dei suoi abitanti.
Flavio