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22.09.2006 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                         soggettive

dello stupore: la Cina alle Scuderie del Quirinale

Lo scrivono e lo annunciano: la mostra è particolarmente emozionante anche grazie al particolare allestimento di Luca Ronconi.

E' proprio Ronconi a spiegare i motivi della sua scelta: queste opere sono state create per ornare le tombe e quindi fatte per non essere mai viste; per duemila anni hanno vissuto una loro vita ipogea, al buio. Portarle alla luce del sole? O rispettare in qualche maniera la loro particolare esistenza?

Ma tutto mi aspettavo tranne quello che ho visto entrando. Aveva ragione Veltroni: è emozionante, più di qualunque altra mostra vista qui alle Scuderie del Quirinale.

Non c'è "penombra", c'è buio, è nero e nel buio appaiono le opere, in un loro spazio separato dal nostro da un tulle nero.

Le prime sono figurette piccole, ma tante. Quello che colpisce è l'ordinata reiterazione che non è evidentemente solo dell'allestimento, ma sento che è qualcosa che è dentro la grandezza e il pensiero della Cina. Banalmente potrei dire "sono tanti da sempre e fanno tante cose" ma non è questo, è qualcosa, credo di concettuale che mi sfugge.

Vado avanti persa in uno spazio familiare che però non riconosco: l'allestimento ha manipolato l'ordinato geometrico susseguirsi delle sale delle Scuderie. Mi sembra di girare intorno a qualcosa e di giro in giro, mi trovo davanti a quello che mi sembra un principe nel suo vestito funerario, che mi sembra una bambola venuta dallo spazio, qualcosa che sembra avere a che fare più col futuro che col passato.

E infine eccoli e mi manca il fiato, i guerrieri dell'Esercito di Terracotta, alti, magnifici, sorridenti. C'è qualcosa, io credo, di speciale che si stabilisce fra noi e una statua di dimensioni naturali e dove c'è anche la bellezza allora la relazione diventa ancora più intensa.

Qui ce ne sono soltanto pochi e non riesco a pensare che sono ottomila, tutti diversi, schierati a proteggere un mausoleo.

In tanta magnificenza e, diciamolo, in tanta forza virile serena e guerriera, forse proprio per proteggermi da tanto splendore mi accorgo che mi inteneriscono i piedi, sono buffi, sembrano piedi di bambole di pezza, sono piedi "bambini"

L'ultima sala ammutolisce, letteralmente.

 

Un paio di note:

- quello cinese, insieme a quello romano, è l'impero durato più a lungo, circa 2000 anni.

- in Cina la fusione del ferro (e di conseguenza dell'acciaio) è avvenuta mille anni prima che in Europa

Si commenta da se.

 

ac :) 


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