mercoledì 16 marzo 2016

            

                                                                                             la città del cinema

Il tetto

 

Roma, metà anni '50. Luisa e Natale si sposano ma no hanno una casa. Scoprono che possono costruirsela senza permesso su un terreno pubblico. Va fatto di notte e al mattino, quando passano le guardie, il tetto deve essere completato perchè la legge dice che un edificio col tetto non può essere abbattuto. 

Natale fa il muratore, chiede soldi in prestito per comprare i materiali e aiuto ai compagni di lavoro. Al mattino per il tetto manca pochissimo quando arrivano le guardie. Tutto sembra perduto ma intanto i vicini di baracca si mobilitano e "prestano" un bambino a Luisa che si mette a letto fingendo di essere malata e alla fine la guardia si commuove e i due possono avere la loro casa.

 

Casa... Sarà stata una baracca in muratura 5 metri x 5 al Fosso di S. Agnese sul terreno demaniale ai bordi della ferrovia che va verso Settebagni-Orte-Firenze. In lontananza il ponte delle Valli sull'Aniene dopo Viale Libia,dall'altra parte i palazzoni di Viale Somalia. E' uno dei tanti "borghetti" abusivi che in quel periodo sono fioriti nelle periferie romane e che sono stati risanati soltanto tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 quando a Roma era sindaco Luigi Petroselli.

 

Vittorio De Sica, dopo aver fatto Miracolo a Milano nel '51, torna dopo 5 anni al neorealismo di cui era stato maestro insieme a Roberto Rossellini. Lo sguardo stavolta è quasi socio-urbanstico, guarda alla città che sta crescendo e risponde come può ai bisogni di chi una casa non se la può permettere.

Quello che sta nascendo e che De Sica racconta, sarà lo scenario, dieci anni dopo, della poesia e del cinema di Pasolini e questo è uno dei tanti film che dovrebbero essere visti dagli studenti di architettura quando si occupano di storia della città, ammesso che sia previsto (e dovrebbe).

 

A proposito di definizioni, segnalo con sottile piacere che il sito dei soliti intellettualibarbosisenzacuore definisce Il tetto "commedia all'italiana". Ragazzi, ma li vedete i film di cui scrivete? Mi pare proprio di no. E questo apre la dolorosa riflessione sulla certezza delle fonti all'epoca di internet.

Vabbhè.

 

 

fiore di cactus :)


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