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13.07.2008 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                            la cittą del cinema

Cecchi Gori, cinema a rischio
Dal Roma al Royal, ecco le sale in perdita che potrebbero chiudere. Ma i cinema sono attivitą come tutte le altre o dovrebbe essere salvaguardata la loro sussistenza anche quando non sono redditizie? E quali strategie andrebbero impiegate per portare pił gente al cinema e ridare un po' di fiato ai bilanci?
di Franco Montini
Gregory, Empire, Troisi, Roma, Royal, Reale a rischio chiusura? Fra i lavoratori del circuito cinematografico Cecchi Gori, attualmente affidato dal Tribunale di Roma ad un collegio di liquidatori, serpeggia questa preoccupazione, determinata dal fatto che si tratta di locali non remunerativi, attualmente in perdita.

«Ma un cinema - sottolinea Pasquale Martino, rappresentante sindacale dei dipendenti della Cecchi Gori Cinema Spettacolo - non puņ essere valutato come un esercizio commerciale qualunque; la chiusura di questi locali lascerebbe senza offerta cinematografica interi quartieri. Inoltre le perdite dei locali citati sono in buona parte ripianate dagli introiti di altri cinema del circuito: Adriano, Admiral, Atlantic, Ambassade, Broadway, il cui andamento č decisamente positivo. Il giudizio, anche in termini strettamente economici, dovrebbe riguardare il circuito complessivamente».

Per scongiurare la chiusura dei cinema in perdita ed evitare dolorosi licenziamenti, i sindacati hanno chiesto un incontro urgente con Vincenzo Difani, presidente del collegio dei liquidatori, allo scopo di chiedere il mantenimento dell'integritą del circuito, nella convinzione che esistano dei potenziali acquirenti interessati. «Vorremmo - dice ancora Martino - che la gestione provvisoria e straordinaria durasse il pił breve tempo possibile e subentrasse in maniera definitiva un nuovo gestore in grado di riorganizzare il circuito». In proposito circolano i nomi di Aurelio De Laurentiis, Fulvio Lucisano, ma anche della societą che fa capo a Leandro Pesci e Mario Fiorito, che, a Roma, gią gestisce Barberini, Alhambra, Ciak, oltre al multiplex Planet di Guidonia.

Il problema principale del circuito Cecchi Gori č rappresentato dall'elevato costo del lavoro, che si aggirerebbe sui 3 milioni di euro all'anno; i sindacati sembrano disposti ad accettare una riduzione del personale, con incentivazioni e prepensionamenti, ma vogliono evitare licenziamenti tout-court.

«Ma la nostra maggiore preoccupazione - spiega ancora Martino - č che la chiusura di alcuni locali possa essere l'anticamera per un cambiamento di destinazione d'uso dei cinema, che sono molto ambiti da diverse societą immobiliari. Per questo motivo abbiamo chiesto di incontrare al pił presto anche i nuovi amministratori del Comune di Roma. La precedente giunta Veltroni aveva bloccato ogni possibilitą di trasformare i cinema in garage, supermercati e quant'altro; vorremmo sapere se anche il sindaco Alemanno č sempre dello stesso parere. Roma č e resta la cittą del cinema: pertanto la salvaguardia dei locali dove si proiettano film dovrebbe essere una prioritą degli amministratori capitolini». 

(da Repubblica)


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