martedì 22 febbraio 2011
fuori porta
I
comuni della Provincia di Roma – Civitavecchia
Tutti noi, quando pensiamo a Civitavecchia, immaginiamo il suo grande
porto commerciale, da cui partono ed arrivano traghetti per Sardegna,
Corsica, Sicilia, e così via, nonché quegli orribili ed antiestetici
mastodontici alberghi galleggianti che sono le navi da crociera, e poco
più. Ed anch'io, per molto tempo, sono caduto nel tranello.
Poi, un giorno, per caso, mi è capitato di vedere delle foto della parte
“antica” della città ed ho scoperto la sua storia. La conseguenza è
stata immediata: andare a vedere.
Sono partito un 25 aprile approfittando della festa. Il clima era bello
e caldo e la città mi ha accolto, di prima mattina, ancora pigramente
addormentata. La prima sensazione che ho ricevuto è stata di pulizia e
tranquillità. La città è ovviamente moderna, dato che è stata rasa al
suolo dai bombardamenti della II Guerra Mondiale, ma è stata ricostruita
bene. Il suo lungomare è gradevole, con bei palazzi sufficientemente
lontani dalla riva ed un enorme marciapiede contornato da alberi e palme
(ahimè tutte a rischio di punteruolo rosso: il maledetto insetto ha già
ampiamente raggiunto e colpito la zona) che permette un comodo passeggio
protetti dal rumore del passaggio delle macchine; al termine dello
stesso, accanto al rinascimentale Forte Michelangelo, si apre il porto,
con la sua dogana, la sua confusione ed i suoi ingorghi e rumori. Basta
girare a destra e, raggiungendo il bellissimo Corso Centocelle (no,
tranquilli, non siamo improvvisamente tornati a Roma: Centumcellae era
l'antico nome romano della città) con vari palazzi urbanisticamente
rilevanti e si finisce in una piacevole area pedonale.
Al di là del corso, superando il porto, si raggiunge la piazza
principale, dove si trova la bella cattedrale di San Francesco e parte
il bellissimo Viale Marconi, che porta alla zona nord della città.
Procedendo oltre e continuando a salire (Civitavecchia non ha colli di
rilievo, ma il suo entroterra è ad un'altezza maggiore della parte più
vicina al mare), si trovano i primi reperti della città antica. Essendo
più lontani dal porto, obiettivo delle bombe, hanno avuto più
possibilità di salvarsi.
Si trova il “Bastione” ottagonale, un pezzo delle mura antiche
incastonato dentro un bel palazzo, alcune chiese di rilievo e,
soprattutto, le famose piazze Saffi e Leandra. Ci troviamo nel cuore
antico della città, con tanto di targa che indica che proprio lì ci fu
la battaglia decisiva nel IX secolo che fece cadere la città in mano ai
saraceni, che la usarono come postazione avanzata per l'invasione di
Roma. L'Archetto, altro simbolo cittadino, è proprio uno dei resti delle
antiche mura. Da esso si entra nella bellissima Piazza Leandra, con i
suoi palazzi decorati, con la sua fontana, con la piccola ma magnifica
Chiesa della Stella. Tutte le viuzze intorno, tuttavia, anche se
disseminate di palazzi moderni, sono gradevoli e ben costruite. E' vero
che, a confronto di tanti altri luoghi della nostra bella Italia,
Civitavecchia non ha tantissimo da offrire, ma tutto ciò che mostra lo
fa con dolcezza e rispetto e permette di godersi appieno le sue
bellezze.
Quando sono rientrato a casa mi è rimasta a lungo una sensazione di
sorpresa e di contentezza per ciò che avevo visto e per il tempo
trascorso in quella città. Ora so che Civitavecchia è molto di più del
suo pubblicizzato porto: è una città bella ed apparentemente vivibile.
Perché non ci ho pensato prima ad andare a visitarla?
Flavio
ed ecco il video