08.02.2009
soggettive
Con
il “116” alla Casa del Cinema
Giovedì 5 ho assistito ad una bellissima manifestazione alla Casa del
cinema. Meno male che sulla mia innata pigrizia, e nonostante il tempo
davvero inclemente, ha prevalso la voglia di rivedere e abbracciare il mio
amico Roberto Girometti, che ha organizzato e curato questi incontri con gli
autori della fotografia, dall’accattivante titolo “un viaggio attraverso la
cinematografia”, incontri che dureranno fino ai primi di aprile, e che io,
che mangio pane e cinema in tutte le sue espressioni, conto di seguire
tutti.
L’incontro di questa sera è stata una vera rimpatriata tra operatori
documentaristi e cinegiornalisti televisivi, protagonisti di brillanti e
validi interventi sollecitati e provocati dagli aneddoti e dai ricordi di
quel mostro di simpatia che è Roberto. C’era veramente il “Gotha” degli
autori del cinema e della RAI, non faccio nomi per tema di dimenticarne
qualcuno, tutti tranne poche eccezioni ..ntenni, ma che immancabilmente si
autodefinivano, nei loro scambi di vedute e di ricordi, “ragazzi”, e ci
mancherebbe altro che non fosse stato così.
Un fitto pubblico di veri amatori, tra cui molti giovani, ha goduto in
religioso silenzio i meravigliosi racconti e filmati di varie epoche tratti
da documentari e telegiornali, il dirigibile di Umberto Nobile, la prima
Olimpiade della neve, i primi timidi incontri con il colore, e così via.
Chicca della serata, un brillantissimo e sempre in gamba Gianni Minà che
dopo aver integrato e arricchito gli aneddoti di Roberto, in specie quelli
legati al loro simpatico rapporto con “il comandante” Fidel, ci ha fatto
godere alcuni meravigliosi minuti del suo documentario, divenuto ormai un
vero e proprio cult, "In viaggio con Che Guevara" legato alle riprese del
film “Il diario della motocicletta”.
Ma tutto questo non basta: quel giorno ho avuto una rivelazione, che non
posso fare a meno di esternare. Per recarmi all’appuntamento ho preso un
autobus, una linea di cui non avevo mai usufruito, il 116, un piccolissimo
bus elettrico (e già questa cosa me lo fa amare), il cui percorso attraverso
il centro storico che più centro non si può della mia amata città, che ormai
“bazzico” sempre meno, mi ha sbalordito.
Ad ogni fermata avrei voluto scendere, la tentazione era grandissima, solo
la mia voglia di rivedere l’amico Girometti mi ha trattenuto: salito a
piazza della Cancelleria, nello spazio di pochi minuti mi sono ritrovato in
piazza Santa Chiara, e poi a Santa Maria sopra Minerva, al Piè di Marmo, a
Sant Eustachio, a Sant’Ignazio, al Burrò… ma che ve lo dico affà!
Un euro, giri per settantacinque minuti. Ho deciso, dovrà pure tornare il
sole prima o poi! Una intera mattina dedicata al “116”, salirò e scenderò da
quel piccolo silenzioso bus, guida rossa in mano, beandomi della mia Roma.
Claudio