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La collezione Campana: i gioielli degli etruschi, dei greci e dei romani

Una mostra dove le donne si rifanno gli occhi ma da farci andare gli uomini in modo che possano trarre ispirazione per i prossimi regali alle loro signore e signorine.

E ci si potrebbe fermare qui.

Ma così sembrerebbe una faccenda stile mostra del gioiello, anche se antichissimo.

Invece intorno a questa mostra ci sono fatti degni della nostra rubrica "c'era una volta".

C'era una volta, alla metà dell'800, un signore, il marchese Campana, che diventa direttore del Monte dei Pegni a poco più di vent'anni (altri tempi, si diventava grandi prima). Ma Campana aveva anche la grande passione per l'archeologia. Scava nei suoi possedimenti, scava qui, scava lì, finisce molto presto per mettere insieme una straordinaria collezione di monete e gioielli. Un tesoro.

Solo che, ad un certo punto, viene accusato di aver combinato un po' di pasticci, tipo aver confuso le sue proprietà con quelle del Monte dei Pegni, passa un po' di tempo nelle carceri di S. Miche a Ripa (che non doveva essere una passeggiata) e alla fine viene esiliato. I suoi beni vengono confiscati e affidati per la vendita a certo Castellani. E' in questo periodo che Castellani, studiandosi la collezione, si inventa una nuova oreficeria, ispirata agli antichi monili e la cosa ha un grande successo anche perchè siamo in pieno romanticismo con il suo gusto per le "antiche rovine".

Alla fine il tesoro del marchese Campana, la sua collezione, viene divisa; la parte numismatica viene acquistata dai Musei Capitolini (è parte del nostro Medagliere), qualcosa si disperde tra Russia e Inghilterra ma la maggior parte della collezione di gioielli viene acquistata dal Louvre.

E qui rimane, esposta inizialmente, poi via via restaurata, e infine non più esposta fino all'anno scorso, quando grazie al contributo della Cassa di Risparmio di Roma, viene allestita una grande mostra a Parigi.

E qui occorre aprire una parentesi. Il Monte dei Pegni, che era nato nella seconda metà del '500 come una sorta di risposta vaticana al prestito di denaro da parte dei banchi dei pegni degli Ebrei (che non potendo possedere beni materiali, si erano inventati una attività finanziaria diventando i primi banchieri del mondo). Ma nella seconda metà dell'800, intorno all'attività del Monte di Pietà, nasce la Cassa di Risparmio di Roma, che tutti conosciamo.

E oggi circa 250 pezzi della collezione Campana (sono un migliaio di gioielli tra originali, "pastiches" -composizioni ispirate agli originali montante con pezzi autentici - e ricostruzioni d'epoca) tornano, anche se solo momentaneamente a Roma.

Si ricongiungono per un po' al medagliere. E' una specie di festa. Sono nel palazzo dei Conservatori, qualifica perfetta per una collezione, nella sala degli Orazi e Curiazi che è la più bella di tutto il palazzo.

I gioielli incantano gli occhi.

E gli uomini, ripeto, sarà il caso che vadano in cerca di ispirazione.

angela :)

 

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