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09.08.2006 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                         soggettive

Al concerto di Madonna io c'ero

La scorsa domenica allo Stadio Olimpico ho assistito al concerto di Madonna, unica data italiana della tournee 2006 del Confession Tour.
Pur non essendo una fan sfegatata della cantante, mi era sembrata una buona occasione (forse l’unica, considerata la rarità delle sue esibizioni in Italia e l’età non proprio “verde” della Signora Ciccone) per assistere a quello che era preannunciato come uno degli happenings dell’anno.
Un evento che si è rivelato al pari delle aspettative, soprattutto per la spettacolarità dello show.
L’inizio non prometteva bene, visto il ritardo di quasi due ore nell’apertura dei cancelli, la totale assenza di servizio d’ordine o quantomeno di indicazioni nelle aree esterne ai cancelli, con il risultato che si formavano file scomposte ovunque, senza sapere per certo se si stesse seguendo la coda giusta per l’ingresso nel settore attribuito e…per finire… un bell’acquazzone che si è rovesciato sulle decine di migliaia di malcapitati proprio mentre aprivano i cancelli, complicando ulteriormente la già caotica situazione.
Sopravvissuta in qualche modo alla ressa del primo sbarramento, mi aspettava un’altra oretta di assembramento per l’ingresso nel settore (Tribuna Tevere).
Una volta dentro e messi ad asciugare gli abiti zuppi, è cominciata la lunga attesa, tra panini (apprezzatissimi da tutti: grazie, mamma) chiacchiere e tentativi di avvistamento di amici sparsi in altri settori (con un po’ di invidia per quelli coraggiosamente piazzati nel parterre appena sotto il palco). Attesa allietata nell’ultima ora da un famoso DJ, al seguito di Madonna, che a dir la verità non è mi abbia troppo entusiasmato, forse a causa della pessima acustica. Ma ballicchiando un po’, il tempo è passato prima.
Con 15 minuti di ritardo sulla tabella di marcia, uscendo da una enorme palla da discoteca calata dal cielo al centro del palco, è apparsa Lei, la Diva.
Sin dal primo pezzo è stato subito chiaro che sarebbe stato un concerto speciale, diverso da quelli che sono abituata a vedere, molto studiato e spettacolare sin nei minimi dettagli. Una sorta di musical, con coreografie e scenografie stupefacenti, per non parlare del corpo di ballo, eccezionale.
La cosa meno sorprendente, forse perché se ne era parlato fin troppo in anticipo, la discussa croce di cristalli Swarovski sulla quale è apparsa crocifissa, con tanto di corona di spine in testa. Blasfemo? Mah…sicuramente forte, con tutte le immagini che passavano sullo sfondo di bambini africani denutriti e malati.
Ho sentito e letto ieri delle pessime critiche da parte dei media nazionali: Madonna svociata e stonata, scortese (non ha concesso neanche un bis), frutto di una riuscita operazione di marketing e basta… Io non sono d’accordo: le stecche da dove ero io non le abbiamo affatto sentite, anzi. Lei si è spesa molto e il risultato è stato un bellissimo spettacolo, divertente come un gigantesco party all’aperto.
Forse poco capace di emozionare e coinvolgere, questo sì, ma d’altronde è noto: le Dive sono tali anche per la loro scarsa umanità.

 

Claudia


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