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28.04.2007 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                    antichi sapori

Kefta e Tahin tanto per cominciare

 

La giornata si annunciava impegnativa e per giunta uno degli stupidi oroscopi che danno dopo i TG del mattino (solo certe reti private) così recitava: leone - state molto, molto attenti a quello che mangerete, oggi dovreste stare decisamente a dieta.

Ma come! Proprio oggi che sono a pranzo con l'ambasciatore iracheno a Roma???

Ambasciatore che, appena tutta la nostra delegazione si era accomodata nel suo salotto, aveva subito detto che in ambasciata non era possibile organizzare un pranzo degno della situazione ma che era felicissimo di averci ospiti in un ristorante iraniano precisando che la cucina iraniana e quella iraquena sono molto simili. "Va bene? O forse preferita la cucina italiana?" La delegazione era divisa in varie componenti, ovviamente: gli entusiasti, i curiosi, i prudenti e Leopoldo l'irriducibile.

Intanto pensavo: ma Iran e Irak non si erano presi "a mazzate" anni fa? Poi, vedi, hanno la stessa cucina...

Già solo entrare al ristorante è stata la gioia dell'olfatto. E poi sono cominciati ad arrivare gli antipasti che l'ambasciatore ci illustrava: una crema di yogurt e aglio e qualcos'altro da mangiare su una focaccina calda, sottile e morbida, un piatto di polpette in una salsa di pomodoro e qualcos'altro...

E poi il piatto vero: un misto di 4 carni arrosto servite con il riso iraniano che è piccolo piccolo, spolverato di zafferano. Sulle carni l'ambasciatore ha suggerito di spolverare una spezia color cioccolato che proprio non so cosa fosse ma era buonissima.

E poi il the al gelsomino...

 

I sapori erano come tanti nastrini colorati: il formaggio era feta greca, lo yogurt ricordava qualcosa di balcanico, le polpette avevano vagamente il sapore di una certa cosa turca che mi cucinava Vittorio, il cetriolo e la cipolla portavano in Calabria, le carni mai mescolate ad altre proteine erano come la cucina kasher degli ebrei...

 

E mentre mi godevo questa meraviglia di pranzo che è durato ore, come è giusto che sia quando la gente si incontra e fa festa, li guardavo, mi guardavo: si parlava inglese, italiano, arabo.

L'addetto culturale mi ha fatto notare che sì, era venerdì ma sarebbe stata festa settimanale islamica solo se lui fosse stato a Bagdad, a Roma oggi si lavora, anche se così piacevolmente.

Morale della favola: citando l'antico motto dei figli dei fiori (fate l'amore non fate la guerra), potremmo dire "sediamoci a tavola e scopriremo molti più punti di similitudine che di differenza, a parte Leopoldo l'irriducibile che però è veramente uomo di pace.

Tanto, lo sappiamo bene, il motivo delle guerre sta sempre nei quattrini e i quattrini sono cosa che non riguarda la gente normale, quella che lavora e vorrebbe solo godersi il meritato riposo, a tavola o a letto o dove meglio ritiene.

Suggerisco quindi un paio di ricette:

 

Crema di tahin allo yogurt
150 g di tahin (crema di sesamo), 150 g yogurt, 2 spicchi d'aglio, il succo di 3 limoni, sale, prezzemolo per guarnire.

Anzitutto mondate l'aglio e pestatelo con un po' di sale in un mortaio; poi aggiungetevi il tahin e amalgamatelo all'aglio. Unitevi quindi, poco alla volta, lo yogurt e il succo di limone, battendo con decisione, in modo da ottenere un composto liscio e denso. Aggiustate di sale. Servite in una ciotola, guarnendo con del prezzemolo tritato.

Kefta al sugo di pomodoro

600 g carne magra macinata, 3 cipolle , 2 pomodori freschi, 1 scatola pomodori pelati, 1 tubetto concentrato di pomodoro, 3 spicchi aglio, 1 rametto prezzemolo e/o coriandolo, 1/2 bicchiere olio extravergine d'oliva, 1/2 cucchiaino cumino, 1/2 cucchiaino paprica dolce , pepe a piacere, sale.

Tritare una cipolla e del prezzemolo e/o coriandolo e amalgamarli con la carne come si fa per le polpette, aggiungere un pò di cumino, sale, pepe e paprica dolce.
Tagliare le altre due cipolle e l'aglio a pezzettini e farli soffriggere nell'olio.
Aggiungere i pomodori interi ed i pomodori freschi tagliati a pezzi, speziare con il cumino, pepe, prezzemolo e/o coriandolo, sale ed il concentrato di pomodoro. Mescolare bene e aggiungere un pò di olio extravergine di oliva. Lasciar cuocere a fuoco lento finché si riduca un pò la salsa.
Fate delle piccole palline con la carne tritata e aggiungetele alla salsa. Lasciar cuocere ed assaggiare controllandone la cottura.

Presentazione:
Servire come piatto principale accompagnato, per esempio, da riso.
Variante: Potete anche aggiungere delle uova alle polpettine di Kefta in salsa cinque minuti prima di spegnere il fuoco.

 

angela cannizzaro :)

 

ps - ovviamente lo stupido oroscopo diceva una sciocchezza

 

 


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