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24.06.2009 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sempre a proposito di curiosità romane
 

Riprendendo il discorso sulle curiosità romane, vi consiglio di andare a Sant’Andrea della Valle, ove troviamo la cappella Barberini entrando a sinistra. In tale cappella è ambientato il primo atto del melodramma “La Tosca” di Giacomo Puccini.

 

Gli scenografi dell’Opera non devono fare voli di fantasia per ricostruire la scena. La cappella è li ed è molto conosciuta a Roma e vale la pena quando si va a visitare la magnifica chiesa di Sant’Andrea di ricordarsi di questa curiosità. L’opera fu presentata a Roma al Teatro Costanzi, cosi’ si chiamava l’attuale Teatro dell’Opera, il 17 gennaio del 1900 con un enorme successo.

 

L’ultimo atto dell’opera, come molti sanno, è invece ambientato a Castel S.Angelo, uno dei monumenti più belli e ben conservati di Roma. Ed è anche uno dei più antichi , anche se ora è un castello, è nato come il mausoleo di Adriano, la Mole Adriana.

L’angelo che si ammira in cima al castello è anch’esso da riportare ad una leggenda. A Roma nell’anno 590 vi era una grande pestilenza, ed il papa in cattedra, Gregorio Magno, partecipò ad una processione con l’immagine della Madonna che attualmente è conservata nella cappella Paolina a S. Maria Maggiore. Davanti al Mausoleo al papa apparve un angelo con in mano una spada che riponeva nel fodero. Sembrò subito un segno benevolo del cielo.. La peste scomparve ed il monumento da allora si chiamò Castel S. Angelo. Poi, in seguito, nel XIII secolo fu fatto scolpire un angelo , cosi’ come visto dal papa, e collocato sul terrazzo più alto. Dal XIII secolo fino al 1752 di angeli, in quel punto, se ne sono succeduti nel tempo sei ,sostituiti perché distrutti per varie cause. Finalmente nel 1752 fu sistemato quello in bronzo che ancora oggi vediamo.


Nel Ghetto invece, luogo per eccellenza caratteristico romano, vi è vicino all’ingresso della chiesa di Sant’Angelo in Pescheria una piccola lapide che serviva a ricordare ai rivenditori di pesce del mercato, che era accanto, di consegnare le teste di pesce di una determinata lunghezza riportata sulla lapide stessa ove è scritto
capita piscium
hoc marmoreo schemate longitudine
majorum usque ad primas pinnas
inclusiva conservatori bus
danto
Con le teste dei pesci si faceva una gustosissima zuppa che i romani apprezzavano parecchio, ma naturalmente i Conservatori avevano la precedenza. Come dire non è cambiato nulla .

Massimo Giacomozzi

 


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