03.07.2009
for de porta
De
Andrè, un pianoforte e Danilo Rea
Cerveteri
- C’era un pianoforte, la mitica musica di “Faber” (Fabrizio De Andrè -
n.d.r.), e c’era Danilo Rea.
Poi Rea ha cominciato a suonare e si è verificata la magia: dalla tastiera e
dalla sue mani è scaturito qualcosa che non era più la classica melodia del
pianoforte e la poesia del cantautore genovese. Era qualcosa del tutto
nuovo, bello e terribile insieme, difficile da spiegare con le nostre
semplici parole, sensazione inafferrabili, emozioni indicibili, esplose in
una liberatoria ovazione di applausi di cui ricordo pochi precedenti. E
questo al termine di ogni brano.
Piazza Santa Maria sembrava vibrare, vibrava, insieme a noi al susseguirsi
delle ritmiche percussioni che le mani di Danilo Rea riuscivano a tirar
fuori da quella tastiera, alternate a delicati e commoventi momenti di
melodia che riportava in noi il malinconico ricordo del grande Fabrizio.
Al termine dell’esecuzione del secondo brano avrei voluto alzarmi ed andare
a poggiare una sigaretta sulle lunghe corde del pianoforte a coda –
ricordate la scena del “pianista sull’oceano” di Tornatore? – sicuro che si
sarebbe accesa tanta era l’energia sviluppata da quelle corde e da quelle
mani.
Non c’era molto pubblico, forse meno di duecento persone, molta mezza età,
pochi “vecchi”, nessun giovanissimo, loro erano tutti, tanti, nella piazza
sottostante, un piccolo gruppo si è affacciato timidamente a biglietterie
chiuse, verso metà concerto, e si è presto allontanato. Forse non amano il
jazz, forse perché l’ingresso era a pagamento, e su questo magari si
potrebbe fare una riflessione, anche se il prezzo era abbastanza contenuto e
popolare.
Purtroppo tutto ha un termine, anche se noi avremmo voluto che il concerto
non finisse più, nonostante l’aria nella maestosa piazza fosse divenuta
alquanto“frizzantina".
Il pubblico, in piedi, non cessava di applaudire e Danilo Rea, benché
visibilmente provato – e lo credo! – ha concesso l’atteso bis con una
mirabile esecuzione di “over the rainbow” intercalata dalle altrettanto
magiche note di “senza fine”.
Musica indimenticabile in una notte magica.
Claudio