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31.05.2009 

 

 

 

                                                                                                          soggetive

IO, HANDICAPPATO

 

Sarve regà, sò handicappato,

E m’hanno relegato ar confino.

Adesso che sò stato riciclato

Ner gioco fungo sempre da scartino.

 

Come me movo trovo dell’impaccio.

Quarcuno te soride d’occasione.

Te fanno da sentì come no straccio.

Te pijano ognissempre a paragone.

 

Le difficortà sò sempre de giornata.

Er monno nun se ferma pe penzare.

Ar chiuso e financo nella strada

Er monno tuo to devi guadagnare.

 

Morammazzati, ma che gente sete!

Ciavete er cervello che scoreggia.

L’omo nun’è quer che voi vedete.

L’omo è ner core che campeggia.

 

Si er destino mo t’ha dimezzato

Hai perzo ogni tipo de rispetto;

Ormai ciai scritto solo: handicappato

Ma io sta cojonata la riggetto.

 

Fateve avanti omini d’un pezzo.

Venite che ve mostro come fare

A vive co quer senzo de rispetto

E con la voja ancora de amare !

 

Io per la vita sò assai normale.

La sofferenza m’ha rifatto omo.

E quanno la cattiveria fa der male

Sò io che ve dico: ve perdono.

enrico  


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