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             chi siamo

mercoledė 01 agosto 2012

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                               dove siamo?

 

Tiziana, che tante volte ha scritto con noi, ci manda l'immagine di questo luogo. Non č molto lontano dal centro ma non molti lo percorrono a piedi e quindi in pochi si accorgono dei graffiti e dei suoi abitanti.

Un aiuto: siamo dalle parti di Viale Trastevere, diciamo verso la fine.

 

Dove eravamo l'altra volta?

Enrico, il nostro poeta che ama il bianco e nero, ha fotografato un angolo del colonnato del Bernini a piazza San Pietro da un altro angolo fra le colonne.

Ci siamo stati tutti, ci viene tutto il mondo cristiano e non. Ma vale la pena di ricordare un paio di cose.

Quando Gian Lorenzo Bernini disegnō questo colonnato, pensō a tre cose.

La prima era quella di dare l'idea di uno spazio che abbracciasse chi vi entrava, intenzione chiaramente simbolica rispetto alla Chiesa che accoglie e abbraccia i propri fedeli.

La seconda fu quella di uno spazio che fosse percettivamente chiuso ma in realtā aperto: il colonnato č fatto da quattro ordini di colonne concentriche e disposte su due semiellissi; esistono solo due punti nella piazza, i due fuochi geometrici delle ellissi, da dove le colonne si vedono perfettamente una sovrapposta all'altra, si vede in pratica solo una colonna e lo spazio libero fra una e l'altra. I due fuochi sono ai lati dell'obelisco. Difficile raggiungerli quando la piazza č transennata, praticamente tutto l'anno, per regolare il flusso di fedeli per l'angelus ma mi sembra che in estate, quando il papa č a Castel Gandolfo, la piazza č libera.

La terza era l'effetto sorpresa: alla piazza si arrivava percorrendo i vicoli stretti della "spina dei Borghi", case e casette disposte in un tessuto del tutto simile a quello del resto del centro storico di Roma; dopo tanto spazio angusto, arrivare tra le braccia della piazza era una meraviglia, uno spettacolo, un allargarsi del cuore, uno stupore che allargava il respiro. La spina dei Borgi č stata demolita nel 1936 durante il fascismo per creare via della Conciliazione e celebrare la riconciliazione fra lo Stato italiano e la Santa Sede con i Patti Lateranesi del 1929. Stupor perduto per sempre.

 

angela :)


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