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venerdì 19 ottobre 2012

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                               dove siamo?

Un tempietto greco in mezzo all'acqua. Facilissimo eppure no è detto. Una volta ho conosciuto una ragazza che veniva da una delle tante periferie romane la cui nonna non era mai stata a piazza Navona.

 

Dove eravamo?

Samo a Campo de' Fiori, guardando il Cinema Farnese e partendo a destra di Giordano Bruno, due passi laterali a destra e dieci passi in avanti: è la targa in ottone che ricorda il rogo del 9 settembre 1553 quando papa Giulio II ordino che venissero bruciati i libri ebraici. Triste, tristissimo giorno di vergogna. Dieci passi indietro e due laterali a sinistra, 47 anni dopo sarebbe bruciato Giordano Bruno.

E i roghi di libri torneranno nel 1933 con i nazisti.

E non solo....

Cito Tiziana Ficacci che è molto precisa ed equidistante:

"Qualche tempo fa a un pastore battista americano girò l’uzzolo di bruciare copie del corano. Per fortuna venne dissuaso dall’idea che ricordava tanto i falò nazisti del 1933. Quegli esaltati bruciarono tra le fiamme i libri di Heinrich Heine, Stefan Zweig, Bertold Brecht, Karl Marx. Ma i roghi, come i ghetti, non erano creazioni loro. Basta fare un giro nei musei vaticani per ammirare gli affreschi tardocinquecenteschi sul trionfo delle fiamme dei libri eretici.
Durante le crociate i cristiani bruciarono le biblioteche a Costantinopoli, i roghi antieretici e antiebraici dell’Inquisizione, la distruzione dei manoscritti arabi a Granada (1499), i falò dei libri luterani (1524) e i libri sacri dei Maya (1562). E in Italia i roghi cattolici del Talmud ebraico, e, come un rogo virtuale, l’ incredibile Index librorum prohibitorum ideato da papa Paolo IV nel 1558 e abolito solo nel 1966 . La parola stessa autodafè (atto di fede) è il termine adottato durante l’Inquisizione che, fatta dai bravi cattolici che volevano convertire gli eretici (musulmani e ebrei) prevedeva anche il rogo delle persone dopo averle avvolte in panni ghiacciati per dargli il tempo di ravvedersi. Non sembra un azzardo sostenere che i nazisti nel 1933, europei di religione prevalentemente cristiana, si rifacessero a quegli esempi.
Anche altri fanatici religiosi hanno usato lo sbrigativo metodo del fuoco, e l’islam radicale non è da meno dei colleghi cristiani della menzogna globale. In tempi recenti l’ayatollah Khomeini , ripreso il possesso dell’Iran nel 1980, organizzò un rogo di 80mila libri. Dei giorni nostri anche la condanna a morte per Salman Rushdie autore dei Versetti satanici. Clamoroso il caso dell’ex ministro della Cultura egiziano Farouk Hosni (presente negli ultimi governi di Mubarak) che dopo aver annunciato di voler bruciare i libri di scrittori israeliani venne candidato per la guida dell’Unesco. Per fortuna bocciato, insieme all’Italia suo grande sponsor. L’ex ministro Hosni è stato l’ispiratore del falò di seimila volumi del poeta omosessuale dell’ottavo secolo Abu Nuwas.
E se fondamentalisti cristiani americani hanno bruciato copie del Codice da Vinci di Dan Brown e Harry Potter, come dimenticare la sentenza del solito giudice parruccone e moralista italico che volle bruciare una copia del film Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci? All’elenco dei roghi non si possono dimenticare le bandiere bruciate, ahimè, anche da molti dirigenti politici nostrani . E poi una setta di ebrei superextraultraortodossi assai marginale e pure perseguita per questo, brucia libri considerati demoniaci. "
 

Mia madre ripeteva spesso "figlia mia, guarda dove metti i piedi" che era una versione moderna, allegorica e meno perentoria del comando tutto meridionale "occhi bassi". E farle capire che guardare il cielo era bello, era bello alzare la testa, era difficile e poi ho capito che nemmeno valeva la pena perchè non l'avrei convinta e nel frattempo ero diventata grande e potevo seguire la ma coscienza e le mie convinzioni.

Questo però è uno dei casi, insieme a quello elle pietre d'inciampo, in cui vale la pena di "tenere per un po' occhi bassi". Per conoscere e non dimenticare.

 

angela :)


 

 

         

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     
 


 

 ng