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venerdì 26 ottobre 2012

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                               dove siamo?

Un cruciverba di marno bianco tanto che la foto sembra in B/N?

 

Dove eravamo?

Ma al laghetto di Villa Borghese! e dove se no?

Ah... che storia!

Un giorno, verso la metà del '700, il principe Borghese (che sembra una buffa trasversalità fra le classi sociali) decise che dentro i suoi possedimenti fuori Porta del Popolo, voleva un giardino e dentro al giardino voleva un lago. È poiché per sembrare vero un lago non può avere una forma regolare - non sono perfettamente tondi nemmeno i laghi vulcanici intorno a Roma - la vasca che fece scavare ebbe un perimetro irregolare.

Erano tempi in cui si apprezzavano tanto le antichità, gli studiosi di tutta Europa venivano a Roma per ammirare la classicità dei monumenti e così il principe fece costruire un piccolo tempio greco sul suo lago e lo dedicò a Esculapio, il dio della medicina

 

Il giardino del lago e' uno dei posti più romantici d Villa Borghese che è a sua volta uno dei posti più belli e romantici di Roma.

Avere scelto il giardino del lago e' stata in parte una provocazione perché non credo ci sia romano che non sia andato almeno una volta a Villa Borghese. Ma non si può mai dire. Tanti anni fa ho conosciuto una vecchia signora che abitava nella sconfinata periferia est  e che non era mai stata a Piazza Navona...

È se quindi ci fosse qualcuno che non è mai stato a Villa Borghese, che questo serva da invito.

La villa ha una storia ma ha infinite storie.

Personalmente ho con questo posto mille storie.

La prima volta ci andai con gli amici che mi ospitavano a Pineta Sacchetti in una lunga vacanza: Vito studiava architettura a Valle Giulia e  mi portò al giardino del Lago.

Poi ci sono stati gli anni in cui ho avuto lo studio a Via Veneto, vicino Porta Pinciana, e a Villa Borghese, quando arrivava primavera, ci si andava nella pausa di pranzo, senza contare che la sera la attraversavo in motorino, passando proprio davanti al giardino del Lago, per tornare a casa, sulla Flaminia.

Poi il nuovo lavoro e il meraviglioso 2003 quando il sindaco Veltroni volle che per un anno si festeggiasse il centenario di Villa Borghese: e fu il pallone awrostatico, lo spettacolo notturno al Giardino del Lago dedicato a Mastro Titta scritto da Dacia Maraini con le musiche di Nicola Piovani, fu l'apertura dell'arancera, dei giardini segreti, del Globe Teatre, della Casa del Cinema, della ludoteca...evil Cirque du Soleil... e una infinità di altre cose. Una età dell'oro... che io sono ottimista e non voglio sospirare di nostalgia e guardare avanti ma... che bello che è stato!

Questa foto l'ho fatta pochi giorni fa ma una simile, da una panchina più frontale, è stata fatta la mattina in cui Veltroni presentava alla stampa i festeggiamenti per il centenario (nel 1903 Villa Borghese diventava parco per i cittadini di Roma dopo che il Comune l'aveva acquistata). Era la prima volta che il portale del turismo di cui ero caporedattore, mi accreditava come giornalista. Ed ero così felice, ed era una giornata così bella, che alla fine sono andata a scrivere l'articolo al giardino del lago e mi sono detta che tutte le volte che si è innamorati, bisogna venire qui col proprio amore.

Quell'anno meraviglioso si chiuse con una mostra: il sindaco aveva chiesto ai romani di condividere le loro foto a Villa Borghese: ne arrivarono centinaia e centinaia. Con la storia delle nostre vite. Che bello!

Intorno a quel periodo è nato questo giornale e proprio a villa Borghese è stata fatta una storica festa di tutto lo staff con spuntino a bordo del trenino.

E poi tante tante tante cose e due grandi, meravigliose amiche conosciute lì per lavoro: Patrizia e Gaia.

Ecco. ... mi sono anche commossa...

 

angela :)


 

 

         

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     
 


 

 ng