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             chi siamo

venerdì 16 novembre 2012

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                dove siamo?

Non  difficile ma è abbastanza incredibile.

Come ha detto qualcuno: "mortacci de pippo!"

 

 

Dove eravamo?

Via di Villa Pepoli a San Saba

Via di Villa Pepoli è una bella strada privata di San Saba., un quartiere che ha scorci e planimetrie in regola per sembrare un posto perfetto per vivere. Il nucleo centrale del quartiere ruota intorno a piazza Bernini, dove le case di mattoncini di cotto, costruite per conto dello IACP tra il 1907 e il 1921, sembrano adatte a ospitare elfi e folletti. A pochi passi la piazza Remuria, dove secondo la leggenda Romolo uccise Remo, e dove, al civico 3, visse il poeta Giuseppe Ungaretti. Nel quartiere c’è la scuola elementare intitolata ad Alice Franchetti **. frequentata da pochi romani e da molti figli dei dipendenti della Fao, il cui bianco palazzone, già ministero delle Colonie negli anni neri del fascismo, è alle pendici di San Saba. In viale Giotto, una via bellissima, da un lato palazzi anni ‘20 cancelli di ferro e scale che conducono al centro del quartiere, e dall’altro le Mura Aureliane, ha abitato il pittore Lello Cenciarelli, partigiano comunista. Commuove, per i racconti di mio padre che c’era, la scalinata di via Baccio Pontelli che digrada fino a viale Aventino all’altezza del Parco della Resistenza dell’8 settembre 1943, da dove scapparono i manifestanti inseguiti dalla celere che negli anni ’60 protestavano contro il governo Tambroni. Molti toponimi di San Saba portano il nome di “quegli eroi che insegnarono ai barbari invasori il vero sentimento dei figli di Roma” come mostra l’affettuosa lapide a Enzo Fioritto su via Guido Baccelli, ahimè, il più delle volte nascosta al distratto passante da erbacce e mondezza.

**Nell’elegante cimitero acattolico di Testaccio, che i romani chiamano inglese, c’è la lapide di Alice Hallgarten Franchetti nata il 23 giugno 1874 a New York e morta di tubercolosi il 22 ottobre 1911. Educatrice e filantropa, coltissima, parlava 4 lingue. Arrivata in Italia e poi a Roma, iniziò ad assistere i bambini abbandonati di San Lorenzo, in quegli anni un abitato da ultimi.Durante una festa a Villa Wolkonsky Alice Hallgarten, conosce il barone Leopoldo Franchetti e lo sposa nel 1900. Più grande di lei di oltre trenta anni Franchetti si innamora immediatamente di quella donna colta di cui condivide, oltre l’ebraismo, gli ideali sociali e umanitari. Il barone è senatore del Regno, fondatore insieme a Giustino Fortunato dell’Associazione per gli interessi del Mezzogiorno. Insieme al ministro delle Finanze Sidney Sonnino conduce una accurata inchiesta sulle condizioni economiche e lavorative in Sicilia. Il barone ha importanti possedimenti in Umbria, e nel 1901 Alice apre lì delle scuole moderne per dare istruzione ai figli dei contadini. A Città di Castello ancora oggi i bambini studiano in quegli edifici che hanno una concezione moderna perfino nella architettura. Maria Montessori, che Alice aveva conosciuto a Roma a San Lorenzo dove la grande studiosa aveva avviato, su impulso del sindaco Ernesto Nathan, la Scuola dei bimbi, viene chiamata ad applicare il suo metodo d’insegnamento. Con il sostegno economico del barone Franchetti il metodo viene messo a punto nel 1909, firmato Alice Franchetti-Maria Montessori. Successivamente il regime fascista ordinò di fare sparire il cognome ebraico. Nel 1908 la baronessa Hallgarten Franchetti avviò il Laboratorio Tela Umbra, attivo ancora oggi, dove le giovani tessevano su telai acquistati a Londra. Venne avviata una vera e propria cooperativa, con le lavoratrici che partecipavano agli utili. Qui fu aperto il primo asilo nido aziendale italiano. Purtroppo Alice morì presto stroncata dalla tbc. Il marito la seguì, suicidandosi, dopo qualche anno, ed è sepolto accanto a lei. Lasciò i suoi beni immensi ai coloni. Non tutti i morti sono uguali e neanche tutte le vite sono vissute allo stesso modo. Questa coppia una visita al cimitero ai piedi della Piramide Cestia per un sasso o un fiore, la merita.

 

Tiziana Ficacci


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     
 


 

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