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venerdì 21 dicembre 2012

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                         dove siamo?

Roma barocca, luogo famoso ma per intenditori.

 

 

Dove eravamo?

Questo strano leone magrolino e vagamente gotico, adorna i lati di un bellissimo palazzo in piazza Benedetto Brin, indirizzo conosciuto ai romani per la trattoria dar Moschino nota per i bucatini cacio e pepe. Ma sono tanti i villini, i palazzotti bassi, i cortili dei lotti del quartiere, adornati da teste leoni tritoni…

La Garbatella è una specie di enclave tra la Cristoforo Colombo e la via Ostiense nata negli anni ’15, prima per alloggiare gli operai del Porto Fluviale e poi per accogliere i romani che dovettero sgombrare la zona intorno a piazza Venezia per la costruzione della maestosa via dei Fori imperiali.

Tante le cose da vedere: la scuola dei bambini “la scuoletta” visitata da Gandhi durante il suo viaggio a Roma, i bagni pubblici - oggi un negozio di mobili - dove gli operai si recavano per la toilette settimanale, la fontana Carlotta – una donna così garbata che, leggenda vuole, ha dato il nome al quartiere – il teatro Palladium, gli alberghi – due enormi palazzoni rossi oggi abitazioni – i fasci – quasi tutti spezzati – che indicano i civici dei palazzi che qui si chiamano lotti, il bassorilievo su un palazzo dello storico partito repubblicano, il mercato…

Gli anziani la mattina prendono il caffè al vetro nei baretti, mentre i giovani si vedono soltanto il pomeriggio.

Un quartiere che ha contribuito alla fine del fascismo come testimoniano le tante lapidi che ricordano i partigiani della Garbatella.

Sempre più spesso capita di incontrare turisti in cerca del bar e della scuola dei Cesaroni, una serie tv di misterioso e travolgente successo. Qualche occhiuto commerciante sfrutta l’onda esponendo gadget, ma su un muro di via Magnaghi un anonimo abitante - forse stufo dei disagi dati delle riprese – ha scritto: Cesaroni c’avete rotto li co…

 

Tiziana Ficacci


 

 ng