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             chi siamo

venerdì 18 gennaio 2013

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                         dove siamo?

La si incontra per caso e se andiamo in giro per la città non solo con gli occhi alle vetrine ma col piacere di guardarsi intorno e di stare col naso per aria. Non è facile capire dove siamo ma appena sarà rivelato, siamo sicuri che andrete tutti a cercarla.

 

 

Dove eravamo?

Giungla a Roma?
Questa specie di capanna di bamboo alta 25 metri è una installazione di Mike e Doug Starn al MACRO Testaccio dove rimarrà per un anno. E' possibile arrampicarsi e da lì dominare Testaccio, il Monte dei Cocci (che purtroppo si può visitare solo dopo burocratiche e kafkiane lungaggini con la Soprintendenza comunale), il Gazometro, la Piramide, l'Ostiense, l'Eur, i treni della metro B. Un panorama mentre siete in bilico su flessibile bamboo oscillate assolutamente da non perdere nei prossimi dodici mesi. Ma, da non perdere, è tutta l'area del MACRO Testaccio che è stato a lungo il mattatoio romano. Le sale dove sono ospitate le mostre conservano la struttura originale, ed è impossibile ignorare i ganci, i macchinari per la dissezione del bestiame, le vasche, le caditoie per il deflusso del sangue e degli escrementi.
Camminando fra gli edifici, la Pelanda dei suini, la Vitelleria, gli Animali Domi... anche il cuore più indurito sembra comprendere che quello è stato luogo di dolore. Forse è per questo che la direzione del MACRO Testaccio ha scelto di aprire all'interno un sobrio punto ristoro bio e rigorosamente vegetariano. Ma a pochi mesi metri dall'ingresso dal museo al (rinnovato) mercato Testaccio va forte lo stand che offre panini al lesso, con polpette al sugo, con la coratella... in puro stile testaccino.

 

Tiziana Ficacci

 


 


 

 ng