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venerdì 01 febbraio 2013

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                         dove siamo?

Tanti nomi su un lungo muro.
 

 

Dove eravamo?

Romani o gerosolimitani?  Questo corteo di ebrei deportati da Gerusalemme che porta una grande Menorah come bottino di guerra nella capitale dell’Impero, cammina sull’Arco di Tito al Foro romano.

La Menorah (candelabro a sette braccia) è il simbolo più importante dell’ebraismo: “farai una Menorah d’oro puro, tutta di un pezzo…” è scritto nel libro dell’Esodo (25:31).

E proprio su questo importante oggetto rappresentato nel bassorilievo sono fiorite ipotesi e leggende. Secondo alcuni è proprio a Roma in Vaticano, oppure nel Tevere vicino all’isola Tiberina dove furono fatte alcune ricerche. E’ però più probabile che gli oggetti depredati dal Tempio di Gerusalemme furono fusi all’epoca della distruzione dell’Impero romano nel V secolo.

L’Arco di Tito ha un altissimo valore simbolico per il popolo ebraico: un arco trionfale che ricorda a tutti il momento della diaspora, al punto che molti ebrei penano ancora oggi a passarci sotto per non mostrare in alcun modo onore ai conquistatori romani. (fotografano, ma non ci passano sotto!)

Uno studio archeologico guidato dalla Yeshiva University insieme alla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, ha rilevato tracce di colore sul bassorilievo grazie a tecniche di ricostruzione digitale e agli spettrometri 3D. Nell’autunno del 2013 il lavoro di mappatura tridimensionale dell’Arco di Tito verrà presentato al pubblico, ma è già evidente che la scoperta più emozionante è proprio la traccia del pigmento giallo ocra sulla Menorah.
 

Tiziana Ficacci

 


 


 

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