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giovedì 11 aprile 2013

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                            dove siamo?

 Un angolo di Roma nascosto ma non troppo

 

Dove eravamo?

Questa è la bella porta della Chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in piazza della Repubblica . Le porte sono opera dello scultore polacco Igor Mitoraj che ha scelto il nostro Paese per la qualità del marmo che ha trovato nelle Apuane. Lo scultore è un uomo molto simpatico ed è felice di ricevere visite nel suo studio a Pietrasanta. Un paio di anni fa fu protagonista di un episodio tipicamente romano. A piazza Monte Grappa (davanti agli uffici di Finmeccanica) c'è una sua scultura che era così sporca trascurata e abbandonata che lui chiese al Comune di Roma di poterla acquistare per portarla via. Da allora il giardinetto appare un pò meno trascurato. La chiesa è molto conosciuta per i numerosi funerali di Stato che qui vengono celebrati e trasmessi in tv. Mai nessun valente cronista commentatore dei sospiri dei vari politici presenti ai funerali di Stato degna mai di una descrizione nè di una ripresa le belle porte di Mitoraj. Che dire, tutto quello che accade in questa nostra inutilmente amata Italia ha del paradossale. Compresi i funerali di Stato: celebrare una messa in onore dei morti non è cosa discutibile né da discutere. Ma lo è se è il modo per celebrare funerali di Stato per eventi che feriscono e rattristano tutto il Paese..L’Italia, che pure ha compiuto 150 anni, non è ancora in grado di celebrare un evento triste in modo laico, così da consentire la partecipazione di tutti gli italiani. Invece in queste occasioni gli italiani non cattolici sono ridotti allo stato di captive audience, cioè uomini e donne che devono assistere a uno spettacolo scelto da altri.

E’ difficile amare il proprio Paese quando in momenti collettivi di dolore – per i morti del terremoto dell’aquilano, per il rientro delle salme dei soldati, per i viareggini bruciati dal combustibile, per l’omicidio della giovane di Avetrana… - l’unica possibilità è raccogliersi attorno ad un altare. Ignorare che in questo paese esistono non credenti e credenti in altro, è una offesa da parte dello Stato che, con tutta evidenza, preferisce continuare ad essere subalterno alla Santa Sede piuttosto che onorare tutti i suoi cittadini. Ricorda da vicino – troppo da vicino - quello che fece l’ultimo re d’Italia quando firmò, in ossequio al fascismo, le leggi razziali che condannavano milioni di italiani. E’ offensivo che lo Stato italiano non riesca ancora a fare un passo per superare l’articolo 7 della nostra Costituzione, quello che impegna l’Italia ad abbassare il capo davanti ai dogmi religiosi del cattolicesimo sancendo una condizione di privilegio per la Chiesa che non corrisponde con uguali doveri civili. L’unica Costituzione al mondo che contempla uno Stato che da sovranità ad un altro Stato sul proprio territorio.

Potrei aggiungere che una Chiesa che vuole dominare anche sui non credenti è una offesa anche a quei cattolici che si riconoscono nella storia di Cristo che predicava la compassione. Ma non è una cosa che mi riguarda perché questa storia non mi appartiene.

 

Tiziana Ficacci


 

 

 

 

 

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