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giovedì 25 aprile 2013

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                            dove siamo?

 

 La conosciamo tutti ma dove sta?

 

Dove eravamo?

A Via del Portico d'Ottavia numero 13.

Adesso il portone è sempre aperto, a proteggere le case c'è un cancello in ferro battuto attraverso cui ho potuto scattare la foto.

Tempo fa questo palazzo non era così. Prima dei restauri il portone era chiuso e nulla rivelava di questa meraviglia che molto probabilmente era nascosta anche dal degrado, da quello "smozzicamento romano" che ha sempre incantato. Quasi le stesse immagini che Roesler Franz ci ha dato sul finire dell'800 del Portico d'Ottavia.

Per chi si chiedesse dove sta e cosa fosse il Portico la storia è presto raccontata.

 

Il Portico di Ottavia (porticus Octaviae) era un complesso monumentale di Roma antica, edificato in questa che ai tempi di Augusto era la zona del Circo Flaminio. Augusto lo aveva dedcato alla sorella Ottavia (da cui il nome) dopo

Aveva sostituito il precedente portico di Metello del II secolo a.C.,

Era un recinto porticato che circondava i templi di Giunone Regina e di Giove Statore di cui si vedono i resti della ricostruzione fatta ai tempi di Settimio Severo.

 

Durante il medioevo, quando la zona venne a fare parte del rione Sant'Angelo, ha ospitato il mercato del pesce da cui Sant'Angelo in Pescheria. È ancora visibile una lapide di questo periodo con l'iscrizione "CAPITA PISCIUM HOC MARMOREO SCHEMATE LONGITUDINE MAJORUM USQUE AD PRIMAS PINNAS INCLUSIVE CONSERVATORIBUS DANTO" (le teste dei pesci più lunghi di questa lapide, pinne comprese, devono essere date ai conservatori).

Il mercato del pesce fu spostato dal Portico d'Ottavia a piazza San Teodoro nel 1885, dopo l'unità d'Italia.


Nel 1555 viene istituito il Ghetto di Roma e il Portico d'Ottavia ne entra a fare parte.

 

 

 

 

 ng