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giovedì 13 giugno 2013

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                            dove siamo?

 

Sanguina?

 

Dove eravamo?

Sempre a Via di Grottapinta e questo è appunto l'Arco di Grottapinta che da il nome alla strada e che la collega a piazza del Biscione.

Il nome Grottapinta deriva da Grotta Dipinta perchè nei tempi dei tempi, i romani chiamavano "grotta"  qualunque anfratto scuro (vogliamo parlare delle "grotte dei libri" che erano poco distanti da qui, a Via del Pellegrino?); inoltre questo arco era pure affrescato, cioè dipinto ed ecco il nome.

 

Tra gli antichi affreschi, di cui con un po' di impegno si possono trovare tracce, probabilmente ridipinti su affreschi ancora più antichi, c'era anche l'immagine una madonna settecentesca, la miracolosa Madonna del latte: pare che nel  nel luglio del 1756 abbia mosso prodigiosamente gli occhi e, fatto ancora più incredibile, contemporaneamente ad altre numerose immagini romane della Vergine.
Oggi nella grottapinta c'è un modesto quadretto con un lume sempre acceso da un comune interruttore.

 

Accanto alle due entrate simmetriche della nostra foto, dal lato del palazzo tondo perchè ostruito sul Teatro di Pompeo, c'è la piccola chiesa di S. Maria di Grottapinta, chiamata nel medioevo anche S.Salvatore in Arco (indovinate perchè): qui si è conservata l'icona della Vergine di Grottapinta risalente al XII secolo e poi, sul finire del '400, trasferita a San Lorenzo in Damaso, la chiesa dentro il Palazzo della Cancelleria poco distante.

Nel 1926 la chiesa di Grottapinta o S. Salvatore in Arco è stata sconsacrata, ridotta in abbandono, poi diventata un magazzino e oggi è sede dell'associazione Accademia del superfluo.

 

Ovviamente i romani questo arco-anfratto dipinto, insomma la Grottapinta,  lo chiamano "il passetto del Biscione"

 

Una curiosità troppo carina: sulla piazza del Biscione fino agli inizi del 900 c'era uno scrivano pubblico che scriveva lettere "confidenziali" (amorose), "ordinarie", "ardenti" e "ardentissime". Il prezzo ovviamente era adeguato al tipo.

 

 

angela :)
 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 ng