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venerdì 11 ottobre 2013

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   dove siamo?

Un idolo inca?

 

Dove eravamo?

Alla stazione Ostiense che è diventata il nodo ferroviario più importante del traffico locale di Roma. Locale e non solo, visto che da poco qui c'è il "capolinea" di Italo, il primo treno privato italiano.

E quello è il dismesso passaggio sospeso che dall'ex Terminal Ostiense (adesso Eataly). Infatti l'idea che questa stazione dovesse diventare più che di passaggio risale ai lontani anni 80 quando fu costruito, appunto, l'Air Teminal e inaugurato il treno che arriva all'aeroporto. Il treno fu "una mano santa", considerato che prima si doveva andare a Fiumicino con un autobus che partiva da Termini, in mezzo ad un traffico normalmente congestionato per attraversate il centro di Roma, poi viale Marconi e poi la Magliana per fare poi un'altra ventina di km fino all'imbarco: come dire un tempo infinito.

Peccato che la bellissima struttura di arrivo alla stazione Ostiense ma "dall'altra parte" fu un flop: su piazzale antistante c'era il deserto e nemmeno una stazione di taxi e all'epoca forse non eravamo pronti a fare lunghi percorsi "metropolitani" fra tapis roulant e passaggi in quota per raggiungere la metro o la stazione. E così quel treno, separato dal resto dei binari, non lo prendeva nessuno. Tutta la struttura è rimasta chiusa per anni e anni, c'è stato un tentativo per farla diventare luogo di eventi ma fallito anche quello. Alla fine, un annetto fa è arrivato Eataly ed è tornata ad essere un luogo bellissimo, frequentato tanto da aver riqualificato e vitalizzato tutto l'intorno fino a sera tardi tardi.

E nel frattempo, anche grazie alle politiche di trasporto urbano attivate in occasione del Giubileo del 2000, abbiamo imparato ad usare il treno anche in città e  ad usare percorsi integrati: davanti ad Eataly c'è l'ingresso per la metro Piramide e per i treni regionali.

Il passaggio aereo è stato però abbandonato, chiuso da inferriate l'accesso alle scale (impensabile a 30 anni di distanza, una barriera architettonica insormontabile anche solo con le valigie... forse per questo nessuno usava l'Air Terminal o c'erano gli ascensori? non ricordo più...)

Peccato... chissà quanti "spettri" si aggirano lì...

Io lo trovo bello, forse varrebbe la pena di pensare ad un riuso vista l'alta frequentazione della stazione, tanto più che con la uova stazione Tiburtina che scavalca i binari, ci abitueremo anche noi a passare in quota (a patto che chiudano l'underground che al momento, diciamocelo, è più comodo)

 

angela :)
 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 ng