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giovedý 07 novembre 2013

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   dove siamo?

un pezzo di nord Africa?

 

Dove eravamo?

A Lungotevere Tebaldi, alle spalle di Via Giulia, a farci stupire da uno dei tre mascheroni della loggia di Palazzo Sacchetti che ha tutta una storia.

Nel 1542 Antonio da Sangallo il Giovane era uno degli architetti pi¨ importanti del papato, se non il pi¨ importante. Si fece dare da Paolo III una casa non finita con terreno a Via Giulia; progett˛ il palazzo che doveva essere la sua casa, cominci˛ a costruirla dedicando al papa uno stemma che, per quanto rovinato, Ŕ ancora visibile sulla facciata. Lo definiva il "palazzo perfetto" e in effetti Ŕ il pi¨ imponente di tutta via Giulia, che era la strada di rappresentanza di Roma in quel periodo.

Ci dedic˛ gli ultimi anni della sua vita senza riuscire a finire la sua opera. Il palazzo prima pass˛ al figlio, poi nel 1542 pass˛ al cardinale Ricci che affid˛ il completamento dei lavori prima a Nanni di Baccio di Bigio, poi a Giacomo della Porta; fu lui a realizzare il salone dei mappamondi affrescato nel 1543 da Francesco Salviati.

Nel 1576 il palazzo pass˛ ai Ceoli, banchieri pisani che diedero il nome al vicolo adiacente perchŔ  ampliarono con due nuove ali e una loggia verso il Tevere, quella coi mascheroni.

Il palazzo diventa˛ dei Sacchetti, fiorentini, nel 1648: lo arricchirono con una collezione d'arte con dipinti, fra gli altri, di Pietro da Cortona che, donata nel 1748  Benedetto XIV, diventerÓ il primo nucleo della pinacoteca vaticana. 

I Sacchetti ci abitano ancora e, infatti, questo Ŕ uno dei pochi grandi palazzi che non Ŕ stato musealizzato.

 

angela :)
 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 ng