accade a Roma


il sindaco Marino

nei luoghi di Ettore

rioni di Roma

percorsi

dove siamo?

la città futura

c'era una volta

città del cinema

for de porta

antichi sapori

roma sparita

soggettive  

parole di sindaco


Comune di Roma

Atac Roma

Auditorium

Casa del Cinema

Casa del jazz

Casa dei Teatri

Casa Letterature

Casa Architettura

MACRO

TorBellaMonaca

Teatro di Roma

Teatro dell'Opera


LaScatolaChiara

Charta Roma

Zètema

Upter

Città del Gusto

Trenitalia

Aeroporti di Roma

Cinecittà

Battelli di Roma

La Sapienza

Tor Vergata

Roma3

CameraCommercio


Provincia di Roma

Regione Lazio


Montasola

Immagini Cinema

 

 

 

scrivi - qui non scrivono solo i giornalisti, scrive chi vuole raccontare le storie di Roma e dei romani - scrivici

 scrivi

venerdì 27 giugno 2014

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   dove siamo?

 

 

archi in sequenza

 

Dove eravamo?

Al centro del quartiere Coppedè e questa è la fontana delle rane.

A me "quartiere" mi sembra eccessivo perchè, se andiamo a vedere, Coppedè in realtà sono giusto quei palazzi raccolti intorno a piazza Mincio ma il carattere unitario, lo stile particolare che li accomuna e il fatto di essere stati tutti progettati e realizzati da Gino Coppedè, lo hanno fatto diventare "quartiere" anche se in realtà fa parte del Quartiere Trieste.

Il forte carattere è dato dallo stile eclettico con cui i palazzi sono realizzati, quello stile che attingeva al liberty ma anche ad altri elementi decorativi e formali di altri generi: c'è un po' di romanico, un po' di bizantino,  un po' di gotico. E tutto alla fine risulta fiabesco, sulle porte di un immaginario incantato.

e' lo stesso stile del villino su lungotevere dei Vallati, o della casina delle Civette di Villa Torlonia.

E l'incanto è quello che ci coglie tutte le volte che passiamo sotto l'arco che è l'ingresso principale alla piazza, perchè la sensazione che Coppedè voleva darci, è quella di entrare in un posto fatato. Tant'è vero che poco più in là c'è il Villino delle Fate.

E le rane, a questo punto, potrebbero essere principi e principesse in attesa di un bacio.

Per gli appassionati di storia dell'architettura, segnalo che Coppedè, in un certo senso, era fuori dal suo tempo. Il quartiere viene realizzano negli anni venti, in quei primi anni euforici del fascismo dove l'architettura moderna, razionalista, interpretava bene lo spirito di modernità del regime. O meglio, il regine l'aveva fatta propria come aveva fatto col futurismo in poesia. Tutto questo tormentato movimento post-barocco, tutta questa ridondante fiabesca decorazione, tutta questa mescolanza di stili per quanto equilibrata, tutto questo era l'antitesi dell'architettura razionalista. Ma Coppedè era così e noi siamo contenti.

Buona passeggiata

 


angela :)
 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 ng