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giovedì 25 settembre 2014

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   dove siamo?

 

Dove eravamo?

Siamo a Via Giulia, accanto al Virgilio dove da anni c'è uno scavo per le fondazioni di uno o più edifici che dovrebbero ricucire "il buco" di Via Giulia.

Il "buco" è quello causato dallo sventramento voluto da Mussolini subito prima della guerra, negli anni delle grandi trasformazioni volute dal regime per far di Roma una città all'altezza dei fasti e dei fasci littori.

In questo caso l'idea era di aprire una strada che, proseguendo Ponte Mazzini, collegasse il Gianicolo a Corso Vittorio Emanuele. E, come era successo per i Fori Imperiali e per i Borghi, a colpi di piccone sono venute giù da una parte le case tra il vecchio oratorio dei Filippini e le case di Vicolo della Moretta (che ancora si chiama così) e un paio di edifici rinascimentali a via Giulia. Poi è scoppiata la guerra e i lavori si sono fermati. Per sempre.

 

Anni fa il progetto di ricucire il "buco" con tutto l'immaginabile dibattito sul "come e cosa".

Qualcuno ha proposto una ricostruzione fedele, gli architetti hanno gridato all'ennesima occasione mancata per avere a Roma opere di architettura contemporanea in un contesto storico, cosa che Parigi per prima ha sempre saputo fare e con successo. E questo è il "Come".

Sul cosa altre infinite, nel senso che ancora non sono state finite, discussioni: volendo mantenere l'originaria destinazione d'uso degli edifici di cui uno era un collegio, è venuta fuori prima l'ipotesi di farne residenze universitarie, poi un albergo. Poi qualcuno ha fatto notare che bene sarebbe destinare l'area, almeno quella del sottosuolo, ai parcheggi tanto necessari al centro di Roma, anche in considerazione che qui c'era un parcheggio rimediato dentro un capannone in vecchi mattoni cadenti.

Nel quartiere qualcuno brontola e dice che forse l'area dovrebbe essere destinata a verde, ipotesi credo scartata non solo da concessioni ma anche, secondo me, dal buon senso: siamo a poche centinai di metri dai giardini di Castel S. Angelo, forse ai cittadini servono di più i parcheggi.

Intanto si comincia a scavare per le fondazioni e... THO!... saltano fuori reperti romani.

E io dico: ma che cosa ci si aspettava di trovare nel cuore del cuore di Roma dove tutte le nostre cantine condominiali hanno muri romani?

In questo caso pare siano venute alla luce antiche scuderie.

e intanto il tempo passa, il buco è sempre tale e nessuno può immaginare che cosa ne sarà di questo pezzo di città che da anni è solo un cantiere.

 

 

 

 

 

 

 

E qui dove siamo?

 

 

 

le risposte a

lascatolachiara@hotmail.com


angela :)
 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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