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giovedì 19 marzo 2015

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   dove siamo?

 

Dove eravamo?

Era un dove siamo a vari livelli.

Dove eravamo lo diceva l'insegna stradale: Arco di S. Margherita.

Ma chi è che sapeva dove sta l'Arco di S. Margherita?

Certo, con Google Earth siamo bravi tutti: piccola traversa all'inizio di Via del Pellegrino, accanto all'Arco degli Acetari, quel cortile famosissimo che sembra di stare, a scelta, in un paesino o, levando le moto, in un dipinto di un qualche paesaggista romantico dell'800.

L'Arco di S. Margherita forse è meno bello ma c'è veramente un arco che, passandoci sotto, ci porta a via dei Cappellari. Non è molto ben tenuto, è buio, sporchetto... forse anche pericoloso. Era la prima tappa quando ti scippavano il portafogli per cercare di recuperare almeno i documenti perchè i ladri spesso li gettavano li.

L'Arco di S. Margherita è una sopravvivenza medievale in un centro storico di Roma che è stato quasi totalmente rimaneggiato in epoca rinascimentale e barocca, quando la Chiesa in piena controriforma, volle che la città fosse bella e splendente.

Ma qualcosa è sfuggito. Più che un arco, questo è un passaggio coperto da una volta, un breve tunnel sotto le case che congiunge due strade. E sotto l'Arco pare ci fosse l'immagine di S. Margherita, poi rimossa perchè il posto era così sporco e maleodorante da non essere degno di una santa.

In compenso, all'angolo con via del Pellegrino, c'è la più bella edicola sacra di Roma, fastosa, risalente al '700: in basso in un riquadro, S. Filippo Neri volge lo sguardo alla Madonna della Concezione che sorregge il bambino a  benedire i passanti. Il tutto in un tripudio di aquile e putti.

Che cosa erano le edicole sacre? Niente a che vedere con la stampa cattolica, ovviamente.

Le edicole ai temi dei romani erano tempietti che proteggevano una piccola immagine sacra posti sulle facciate delle case, lungo le strade, ai crocicchi e anche nelle campagne.

L'uso è stato fatto proprio dalla cristianità,come tutto il resto dell'impianto religioso pagano, ed eccole arrivate fino a noi.

Ci sarebbe una bella passeggiata da fare fra le edicole sacre del centro di Roma ma questa è un'altra storia.

 

 

 

E qui dove siamo?

Ma voglio aggiungere una considerazione che mi è venuta spontanea: anche noi romani abbiamo il nostro cacalibri.

E allora qui si tratta di rispondere a tre domande:

- Dove siamo?

- Chi è il cacalibri?

- A chi si riferisce la definizione


le risposte a
                                   

lascatolachiara@hotmail.com

 

Ovviamente non sapremo mai se le le risposte sono vere o aiutate da Google in tutte le sue estensioni (testuali e immagini).

Ci fidiamo della vostra onestà intellettuale.

Tanto non si vince niente, c'è solo il piacere di riconoscere pezzi della città.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

angela :)
 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 ng