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venerdì 22 gennaio 2016

           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

dove siamo?

 

Vicolo dell'Atleta - Trastevere "dall'altra parte".

Di cosa? Ma di Viale Trastevere che da quando è stato aperto, tra il finire dell'800 e l'inizio del 900, ha tagliato i due il rione.

Riconosco che la mia descrizione è "centrica", fatta da chi guarda dalla riva del Tevere del centro. Ma non solo questo ha un suo motivo storico remoto perchè Trans Tiber era dall'altra parte del fiume già per i romani, ma anche perchè non conosco nessuno che non divida così Trastevere. Forse perchè "da quella parte" Trastevere diventa presto Roma diventa il San Michele e Roma diventa Portuense e subito dopo Marconi...

 

Ma... eh... se Trastevere è particolare, dall'altra parte diventa un'avventura.

Ritorna in fondo il concetto di frontiera, quel posto dove tutto può accadere, dove le cose si mescolano. Nel nostro caso, che in fondo parliamo di città, succede che dall'altra parte di Trastevere coesistono sopravvivenze tardo-medievali (cosa rara per Roma che è stata rimodellata in epoca rinascimentale e barocca), interventi ottocenteschi di edilizia pubblica come le scuole o la manifattura dei tabacchi, edifici di epoca fascista e perfino qualche infelice edificio anni '60.

E ci sono vicoli che se non ci abiti non fai mai. E chiesette che il furore controriformista ha risparmiato. E case sopravvissute ad altri furori come questa.

 

 

 

La foto ha una storia.

L'ho scattata una domenica mattina della scorsa primavera di ritorno da Porta Portese dove, per non intaccare i miei modesti guadagni, vado solo e rigorosamente a comprare i DVD da incidere. Superato il San Michele, mi sono buttata per vicoli e ho incontrato questa casa che mi ricordava certi scorci di Viterbo.

E quando si è trattato di rivelare "dove eravamo" esattamente, non lo sapevo più.

Così stamattina, mentre il computer lavorava per me, sono andata a cercarla  sapendo che non poteva che essere in quel pezzo di Trastevere dopo il San Michele, dopo Piazza dei Mercanti...

E infatti l'ho ritrovata e per fortuna dopo avere scoperto molte altre cose, dettagli urbani meravigliosi di cui però non dico nulla adesso. Rimando perchè con questo articolo chiude la rubrica "dove siamo".

A parte la voglia di apportare novità, ci siamo accorti che in fondo ha finito per coincidere con l'altra rubrica, più recente, "quanto sei bella Roma".

Ed è lì che la prossima settimana ci sarà il racconto della passeggiata di stamattina.

 

Qualcuno dirà: ma ancora dopo 35 anni passati fra architettura, territorio, cinema e location, Roma ha qualcosa da farti scoprire?

Certo. Perchè Roma è così. Grande e visibile e piccola e nascosta.

Non basta nascerci per conoscerla nei dettagli. E non basta viverci anche fosse per quasi tutta la vita.

Parlando con la lingua degli architetti, direi che Roma per conoscerla, bisogna "scendere di scala", come stamattina in un luogo familiare eppure....

 

D'altra parte come si chiama questo che non so più se sia un giornale o solo il mio e nostro giocattolo preferito?

Si chiama I love Roma

 

Ciao.

 

angela ermes cannizzaro :)
 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 ng